Unibo Magazine

Tre giorni, nove squadre universitarie, 150 atleti italiani e cinesi e almeno duemila spettatori. Sono alcuni numeri dell’iniziativa "Italia-Cina", in programma a Bologna, organizzato dall’Asscubo (Associazione Studenti e Studiosi Cinesi dell’Università di Bologna), dal Cus Bologna (Centro Universitario Sportivo) e con il sostegno dell’Università di Bologna, per celebrare i quarant’anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi e l’anno culturale della Cina in Italia.

Dall’8 al 10 aprile la città delle Due Torri, che ha partecipato all’Esposizione Universale di Shanghai del 2010, ospiterà la seconda edizione di questo "speciale" torneo di basket. Ogni squadra universitaria schiererà una formazione "mista", nella quale troveranno spazio sei giocatori italiani e sei giocatori cinesi (o comunque di origine cinese).

Due anni fa vinse l’Università di Torino. Bologna, che gioca in casa, proverà a guadagnarsi il titolo Cinitalia e la medaglia del Presidente della Repubblica, conferita come premio di rappresentanza al torneo dal Capo dello Stato. Il torneo potrebbe essere inoltre la ghiotta occasione per celebrare adeguatamente insieme all’Associazione degli studenti cinesi un successo storico conquistato proprio dal Cus Bologna per l’onore e il prestigio dell’Alma Mater Studiorum. Bologna è tradizionalmente riconosciuta, a livello sportivo, come BasketCity e questa predisposizione per i canestri e per i tabelloni non poteva essere disconosciuta dal Cus Bologna che è la formazione più titolata, a livello cestistico, di tutto il nostro paese. Non solo: nello scorso luglio, a Poznan, in Polonia, proprio il Cus Bologna ha ottenuto, per l’Italia, il miglior risultato di sempre, la medaglia di bronzo agli Europei.

"Credo che questa iniziativa sia molto importante per almeno due motivi", commenta il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti. "In primo luogo perché il nostro Ateneo organizza un torneo con gli studenti cinesi che, come è noto, rappresentano una delle più importanti comunità studentesche dell’Università di Bologna e, in secondo luogo, perché, per una volta, le due nazioni che partecipano alla competizione non sono una contro l’altra, ma compongono in maniera ‘mista’ le rispettive squadre. Ogni squadra cioè è formata per metà da giocatori italiani e per metà da giocatori cinesi. Mi sembra un ottimo esempio di come lo sport possa creare una tangibile integrazione tra due paesi".

Ecco il giudizio di Francesco Franceschetti, presidente del Cus Bologna, riconfermato numero uno del braccio sportivo dell’Alma Mater Studiorum per il prossimo quadriennio. "Abbiamo sostenuto con la nostra organizzazione questo torneo perché crediamo fermamente nei valori dell’integrazione. In questo caso è il rapporto Italia-Cina: recentemente abbiamo promosso e organizzato anche EtniCus, proprio perché, in ambito universitario, non mancano realtà diverse, che devono conoscersi, rapportarsi e, appunto, integrarsi. L’occasione offerta per i quarant’anni dei rapporti diplomatici tra Italia e Cina andava colta al volo. Non potevamo tirarci indietro. Non c’è solo il Cus Bologna o l’Alma Mater che credono in questo appuntamento sportivo che parla di integrazione e di nuovi valori messi in campo con Asscubo. Del Comitato d’onore fanno parte ben dodici rettori dei più prestigiosi atenei italiani: alcuni di loro saranno presenti al torneo, nel  segno del rispetto, del confronto, dell’integrazione, e della scoperta o riscoperta di un mondo e di una realtà in grande sviluppo qual è quella cinese".

Si chiama Asscubo, è stata registrata nel luglio 2009 ed è l’associazione di studenti e studiosi cinesi dell’Università di Bologna. Grazie al lavoro del suo presidente, Li Shaohui e dei suoi collaboratori è diventata la più attiva tra le associazioni studentesche in Italia. E, anche con questo spirito, ha varato quel torneo di pallacanestro che è diventato un simbolo di integrazione.  "La lingua – spiega Shaohui Li parlando dell’iniziativa – può essere un motivo di difficoltà. Ma il torneo sta avendo un grande successo perché c’è la voglia di integrazione e di conoscenza tra realtà differenti. Il torneo è anche un esempio di collaborazione tra due realtà come Asscubo e Cus Bologna. Abbiamo scelto la pallacanestro perché lo sport non ha confini. Due culture, quella italiana e quella cinese, avranno modo di lavorare all’interno della stessa squadra per raggiungere un certo obiettivo. E insieme si può fare".

"Bologna – conclude il presidente di Asscubo - è sede dell’Università più antica d’occidente e città di mondiale riferimento culturale. Gli scambi e le possibilità di integrazione sono cresciuti ulteriormente dopo l’Expo di Shanghai. Cina e Italia sono due paesi diversi, per cultura e società. Ma, per certi versi, sono simili per la ricchezza e la storia delle rispettive culture e per la volontà di migliorarsi e crescere, nel pieno rispetto reciproco, attraverso l’integrazione".