Tra qualche giorno sarà emanato un decreto presidenziale che consentirà ai ragazzi cinesi di ricevere il visto d’ingresso per studiare nel nostro paese anche senza aver tassativamente superato l’esame di lingua italiana prima di partire. Lo ha annunciato il Ministro plenipotenziario degli Affari Esteri Alberto Bradanini, a Bologna per presenziare all’incontro del 14 luglio, promosso dal Comitato Governativo Italia-Cina.
"Una novità – ha commentato Roberto Grandi, nella doppia veste di Pro Rettore alle Relazioni Internazionali e Presidente dell’Associazione Collegio di Cina- auspicata da tempo che farà crescere notevolmente il numero degli studenti cinesi nel nostro paese". "Quest’anno accademico – ha proseguito Grandi – sono stati 112 gli studenti provenienti dalla Cina che hanno studiato all’Università di Bologna. Si tratta del 25 % di quelli che, in generale, hanno scelto l’Italia". Risultato importante ottenuto anche grazie all’attività del Collegio di Cina, tra i cui compiti c’è anche quello di facilitare l’accoglienza degli studenti in ingresso in Italia.
Proprio la prossima settimana l'Alma Mater si prepara ad accogliere gli 84 che studieranno a Bologna l’anno prossimo. Ma grazie alla possibilità di studiare meglio la nostra lingua l’Ateneo si appresta ad ospitare, in un paio di anni, 4-500 studenti. In pratica gli studenti potranno infatti venire in Italia un anno per studiare la lingua prima di iscriversi alle università.
"In un contesto come quello attuale, in cui una conoscenza sistematica della Cina manca tanto nel nostro paese quanto nel resto dell’Europa, è assolutamente benvenuta un’associazione come quella del Collegio di Cina", ha sottolineato Bradanini. E alla presentazione dell’Associazione sarà dedicato il pomeriggio di oggi (dalle ore 17 in Rettorato). Qui verranno illustrati alcuni progetti, tra cui un convegno sulla proprietà intellettuale in Cina (in ottobre) e un master congiunto con l’Università di Xi’an Jaotong per il restauro archeologico (nel 2007).
Altri aspetti del rapporto Italia-Cina saranno invece tema dell’incontro del 14, ospitato dal Bologna Fiere e organizzato da Mae, Regione Emilia-Romagna e Sprint regionale. Ha parlato per la nostra Regione, anticipando l’incontro, l’Assessore alle attività produttive della Regione Duccio Campagnoli, che ha reso concreto, attraverso qualche dato, lo scambio con il Gigante Asiatico. "Sono 183 le aziende della nostra Regione con insediamenti produttivi o commerciali in Cina. L’export ha avuto una crescita del 20% annua, raddoppiando dal 2000 al 2005. E ancora maggiore è l’import".
All’ordine del giorno dell’incontro saranno una serie di tematiche che vanno dai distretti industriali e PMI agli insediamenti urbani e public utilities, passando per formazione e turismo. E se la Cina già è una realtà con cui confrontarsi, sarà ancora maggiore l’impegno del Governo Prodi. Per intensificare, tra l’altro, rapporti e progetti con il paese asiatico è prevista, a settembre, una visita a Canton del Premier, con una folta delegazione di Ministri, mentre a dicembre toccherà al Ministro degli Esteri Massimo D’Alema fare un bilancio annuale con il proprio omologo di Pechino.