Scusate se per una volta parliamo un po' di noi. Ma per UniboMagazine è tempo di spegnere la prima candelina. Risale infatti al 20 novembre dell'anno scorso il debutto sul Web della testata giornalistica online dell'Università di Bologna, che in questi 365 giorni di vita digitale ha raccontato l'Ateneo con circa 1400 articoli, tra cronache, approfondimenti, interviste e recensioni. Largo spazio hanno avuto le luci: i progetti di ricerca, le nuove pubblicazioni, gli ampliamenti edilizi, le rassegne culturali e il potenziamento dei servizi. Ma non sono mancate neppure le ombre: quei dibattiti sulla riforma del sistema universitario che hanno trovato spazio sul Magazine sin dall'intervista che il Rettore ha rilasciato per salutarne la messa online.
Di molto si è parlato e in molti hanno ascoltato e interagito con la redazione. 145.000 sono stati i visitatori singoli che hanno navigato nei due speciali dedicati a Poli e Biblioteche, che hanno letto le informazioni delle rubriche del Magazine, che hanno ricevuto le 8 newsletter inviate. Una comunità che con i suoi click è arrivata a scaricare più di 990.000 pagine, dimostrando, con un numero di visite giornaliere per utente in crescita, un grado di fedeltà alla testata sempre più forte.
L'Alma Mater ha dunque fatto sentire la sua voce, tanto che gli echi sono arrivati anche all'esterno diventando una fonte informativa autorevole. Hanno ripreso spunti dal Magazine le testate cartacee nazionali e locali. Si è avvalsa del Magazine l'agenzia stampa Dire. Hanno puntato a noi i siti di istituzioni pubbliche, case editrici e di molte altre realtà, piccole e grandi, che hanno una finestra sul Web.
Il direttore Roberto Grandi ha colto questa occasione per "ringraziare tutti coloro che hanno reso il Magazine un medium vivo e affidabile. In primo luogo la redazione giornalistica, i giovani studenti che si sono succeduti come tirocinanti e tutti coloro che hanno reso possibile la sua realizzazione e circolazione. In secondo luogo i colleghi e gli amici del personale tecnico e amministrativo che ci hanno sostenuto dandoci suggerimenti, fornendoci le informazioni sulle loro iniziative, facendoci notare i nostri limiti ed errori, sempre incoraggiandoci a migliorare. In terzo luogo chi ci ha letto considerandoci uno strumento utile per sapere che cosa avviene nella nostra Alma Mater e nel mondo che la circonda. L'obiettivo che ci eravamo dati un anno fa era di fornire all'Università uno strumento che l'aiutasse a meglio definire la propria identità nei confronti dell'esterno e, soprattutto, dell'interno per accrescere quel senso di comunità e condivisione di valori comuni che fa di tutti noi non soltanto una istituzione antica e prestigiosa ma una istituzione indispensabile per lo sviluppo dei nostri giovani e del nostro paese. Un po' ci siamo riusciti".