Unibo Magazine
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, riunita in Assemblea il giorno 9 ottobre 2003, ha espresso, anzitutto, la più viva soddisfazione per il positivo riscontro ottenuto dalla "Prima Relazione sullo stato delle Università italiane" presentata dal suo Presidente, che ha visto una massiccia partecipazione delle diverse componenti universitarie e significative presenze istituzionali. I numerosi apprezzamenti che sono seguiti alla relazione dimostrano un'ampia consapevolezza del ruolo che l'Università svolge e della grave situazione finanziaria in cui versa, denunciata già nel dicembre dello scorso anno e nei confronti della quale non è intervenuto alcun provvedimento.

Con riferimento a questa situazione, la Conferenza dei Rettori esprime una valutazione fortemente critica del disegno di Legge Finanziaria e dell'annesso decreto presentati dal Governo, che dimostrano la mancanza di
consapevolezza del rischio che l'Università italiana non sia più in grado di rispondere ai propri compiti istituzionali e che veda aumentare irrimediabilmente il divario con l'Europa. In particolare, la Crui sottolinea i seguenti aspetti negativi contenuti nella Legge Finanziaria:

1. Prevede un incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario (110 mil/euro) del tutto inadeguato alle esigenze del sistema universitario e già ampiamente assorbito dagli oneri pregressi.

2. Ripropone il blocco delle assunzioni di personale docente e tecnico-amministrativo, provvedimento che, oltre a non avere alcuna efficacia sul contenimento della spesa trattandosi di somme già impegnate nei bilanci degli Atenei, pregiudica lo sviluppo del sistema e, in molti casi, rischia di paralizzarne il funzionamento. Quanto alla possibilità di ricorrere a deroghe, la CRUI ritiene che sia del tutto inadeguata allo scopo e che contraddica gravemente il principio di autonomia delle Università.

3. Mostra scarsa attenzione per la ricerca universitaria, che rappresenta oltre il 60% della ricerca italiana ed è presupposto di qualsiasi innovazione, e non offre alcun sostegno allo sviluppo dei rapporti tra Industria e Università.

4. Ribadisce il trasferimento a carico dei bilanci degli Atenei degli adeguamenti di legge per gli oneri finanziari relativi al personale docente e tecnico-amministrativo, che ha comportato un aggravio di spesa non previsto di 600 milioni di euro nel triennio 2000-2002 e di 200  milioni di euro nell'anno 2003.

5. Riduce il finanziamento per l'edilizia universitaria di 150 milioni di euro nel piano triennale per l'edilizia generale e di 84,7 milioni di euro sempre nel triennio per il decongestionamento dei mega-Atenei.

6. Non incrementa in modo adeguato le risorse per le Università non statali, chiamate in questi anni a gravosi impegni per uniformarsi a vincolanti normative statali.

7. Sottrae al sistema universitario nazionale ingenti risorse (50 mil/euro nel 2003 e 100 mil/euro negli anni successivi) destinandole alla improvvisata creazione di una istituzione con obiettivi e compiti già assicurati dagli Atenei e dagli Enti di ricerca esistenti, che vengono così
lesi nella loro dignità scientifica.

A partire da tali valutazioni, la Conferenza dei Rettori ritiene indispensabile che il Parlamento intervenga per evitare un irrimediabile aggravarsi della crisi del sistema universitario italiano, apportando le indispensabili correzioni all'attuale disegno di Legge Finanziaria, e in particolare:
a) Rimuovendo il blocco delle assunzioni, tenendo conto in particolare del problema del necessario ricambio generazionale e, più in generale, della carenza di personale del sistema.

b) Incrementando di almeno 500 milioni di euro il Fondo di finanziamento ordinario (facendovi anche confluire le somme destinate alle deroghe al blocco delle assunzioni e lo stanziamento per l'Istituto Italiano per la Tecnologia), importo indispensabile per il mantenimento delle attività didattiche e di ricerca.

c) Recuperando i 234,7 milioni di euro sottratti all'edilizia
universitaria e aumentando adeguatamente la disponibilità per i limiti di impegno a favore di interventi pluriennali.

d) Introducendo criteri di priorità per la collaborazione delle Imprese con le Università nel previsto utilizzo di incentivi fiscali e finanziari per la ricerca e recuperando ulteriori finanziamenti indispensabili per la ricerca universitaria.