"Il documento costituirà senz’altro un elemento di discussione nel quadro dell’ampia riflessione promossa dalla Crui con la "Costituente dell’Università", il cui obiettivo è proprio quello di riflettere sul nuovo ruolo per gli Atenei nella società del terzo millennio. L’Università, infatti, intende svolgere a pieno e in maniera sempre aggiornata il suo compito di risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale, sia in ambito nazionale che europeo".
Lo ha detto Guido Trombetti, Vicepresidente della Crui, esprimendo una valutazione positiva sul "Documento comune sull’Università", sottoscritto da 18 organizzazioni imprenditoriali e presentato mercoledì 22 marzo da Confindustria.
Le priorità poste dal documento al prossimo governo sono elencate nel sito di Confindustria, che auspica università aperte alla concorrenza attraverso: apertura alla concorrenza e alla competizione tra atenei, attrazione degli studenti stranieri, adozione di un rigoroso sistema di valutazione, finanziamenti pubblici legati ai risultati, un più forte legame con l’impresa nella formazione e nello sviluppo della ricerca, superamento del valore legale dei titoli di studio e sostituzione con un sistema europeo di accreditamento.
E’ la prima volta che 18 organizzazioni (Abi, Agci, Ania, Casartigiani, Cia, Coldiretti, Claai, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop), che comprendono l’intero tessuto economico-produttivo italiano, la piccola, la media, la grande industria, i trasporti, l’artigianato, il commercio, il turismo, l’agricoltura, le banche, le assicurazioni, i servizi, le cooperative, i servizi pubblici locali hanno espresso una posizione comune sul futuro dell’università italiana, considerata come nevralgica leva dello sviluppo e motore della conoscenza.
L'università italiana - sostengono le associazioni nel documento - ha accumulato oggettivi ritardi nella competizione internazionale, ma costituisce un capitale che può essere meglio messo a profitto, se si riduce la burocrazia e crescono l'efficienza e la concorrenza.
Per questo, il documento comune sottoscritto dalle 18 associazioni si articola in tre parti. La prima è dedicata all’ambiente esterno all’università, che deve diventare più aperto e competitivo e deve prevedere maggiore concorrenza per i finanziamenti. La seconda si sofferma sull’organizzazione dell’università, che deve essere modificata per poter competere più liberamente attraverso una riduzione del centralismo e una riforma della governance. La terza sottolinea infine la necessità di differenziare l’offerta formativa dopo il diploma (lauree di I livello, corsi di formazione professionale superiore, lauree magistrali, master e dottorati).