Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello urgente dell’Università di Bologna contro l'ordinanza del Tar che un mese fa ha bloccato il voto via web per gli organi accademici.
"L’ordinanza del supremo organo amministrativo – fa notare il Rettore Pier Ugo Calzolari – non entra nel merito: non si pronuncia cioè sul modo di votare deciso dall’ateneo; ha detto solo che l'urgenza dell'appello non c'era più, perché l'ateneo aveva già fissato una nuova data per le elezioni. In altre parole, esserci comportati con responsabilità, facendo l'impossibile per votare comunque in tempo, ci ha portati a ‘bruciare’ l'appello. L’Ateneo è comunque soddisfatto di avere operato per il meglio, con senso di responsabilità e innovazione. Quello che oggi non siamo riusciti a fare, sfruttare il web per consentire la massima partecipazione al voto, domani sarà lo standard di funzionamento per tutti. Gli innovatori non sono riconosciuti subito: la strada dell'innovazione in università è sempre accidentata, ci sono molte forze interne al mondo universitario che lavorano per la conservazione.
Oggi alcuni lamentano che ci vorrebbero più seggi, che per alcuni è necessario spostarsi per votare. E' giusto, ma potrebbero rivolgersi alle persone che hanno ritenuto di presentare ricorso contro le decisioni assunte all'unanimità (un astenuto) dagli organi accademici. Ne avevano il diritto, ma hanno creato oggettivamente una situazione di estremo disagio, cui siamo orgogliosi di avere risposto con senso di responsabilità, riuscendo comunque ad andare a votare. Paradossalmente, proprio questo senso di responsabilità ha portato il Consiglio di Stato a riconoscere che l'urgenza invocata non c'era più".