Inconsueto è l’aggettivo giusto per descrivere l’ultimo rapporto dell’Eurispes sulle tendenze al consumo degli italiani. Da un lato c’è l’euro, la riduzione dei redditi e la contrazione degli acquisti, ma dall’altro c’è la voglia di sperimentare e di fare della spesa un atto creativo. Da un lato c’è il consumatore ragioniere che si sofferma davanti agli scaffali per controllare le etichette con i prezzi, ma dall’altro c’è il consumatore artista che spende per decorare il proprio corpo o aggiungere una nota di colore al proprio abbigliamento.
E’ semplice paradosso o fenomeno di costume?
“Direi che è un’immagine realistica degli attuali problemi socio-economici del paese”, afferma il prof. Paolo Sorcinelli, presidente del CLAM - Corso di Laurea in Culture e Tecniche del Costume e della Moda del Polo di Rimini – “Per le fasce di reddito medio basse molti prodotti sono effettivamente diventati lussi inaccessibili, ma per i ceti abbienti è piacevole spendere, anche molto, per beni di alto pregio, come i gioielli o l’abbigliamento. Se per la prima categoria di consumatori la marca non ha più senso, o meglio, è un miraggio, per la seconda è invece importantissima: non a caso è a quest’ultimo target che si rivolgono le più recenti campagne pubblicitarie”.
Insomma, un italiano più attento ma pur sempre edonista di natura?
“Beh, certo a mancare non è la voglia di apparire. Prendiamo un fenomeno recente come il boom dei calendari: su quelle pagine in carta patinata si inseguono i miti dello sport e dello spettacolo, ma nella scelta del vip di turno si nasconde in realtà il desiderio di emergere in prima persona. E infatti sempre più frequentemente piccoli gruppi di casalinghe o di operai si coalizzano per raggiungere questo risultato. La tendenza è così radicata che per il futuro non escluderei neppure un calendario di docenti universitari...”
E all’indomani del Natale 2003, nella scelta dei regali che farà e che spera di ricevere, Paolo Sorcinelli che consumatore sarà?
Augurandomi di non rimaner deluso come al solito dalle mie decisioni, alla fine opterò per prodotti legati all’iconografia o alla gastronomia. Penso infatti di regalare libri sulla storia del paesaggio attraverso la pittura o olio d'oliva e formaggio di fossa. E, da appassionato di elettronica, spero di ricevere un lettore Dvd, mezzo che mi affascina per le sue potenzialità di ricerca. Inoltre, non mi dispiacerebbero neppure un anemometro e un pluviometro per rinnovare la mia piccola stazione meteorologica. Ma dubito che succeda: dovrò regalarmeli da solo”.