Unibo Magazine
L'Università di Bologna è lo snodo, il punto di incontro delle eccellenze in materia di genetica medica. È infatti all'Alma Mater che fa riferimento la Fondazione Europea per la Genetica, istituzione nata a Genova nel 1995 con lo scopo di promuovere la formazione scientifica e professionale dei giovani genetisti europei, di diffondere e divulgare le nuove conoscenze in questo campo, di organizzare convegni e premi internazionale. Presidente della Fondazione è Giovanni Romeo, genetista e docente da qualche anno all'Università di Bologna. "L'Ateneo – spiega infatti il prof.Romeo – ci offre l'opportunità di utilizzare il centro residenziale di Bertinoro per le iniziative della Fondazione". Va da sé, che questo non implica solo un'opportunità logistica. La Fondazione, infatti, chiama a raccolta per i suoi corsi i più grandi specialisti in genetica medica da tutt'Europa e non solo, ed è qui che convergono gli specializzandi di mezzo mondo su questi temi. "Ciò significa che dal nostro Ateneo transita il patrimonio di nuove conoscenze scientifiche, ancora prima che esse siano pubblicate - sostiene il prof. Romeo – rappresentando così un'opportunità molto stimolante per i nostri giovani universitari".

Che cosa sia la genetica medica, forse vale la pena di ricordarlo. Parlare di DNA in medicina significa parlare dell'essenza di un essere umano: i geni sono infatti l'alfabeto di ogni organismo vivente, quei fattori che custodiscono al loro interno la descrizione dello sviluppo e della crescita di quell'essere. La ricerca ha portato negli ultimi vent'anni ad identificare con successo un certo numero di geni che, quando sottoposti a mutazione, sono la causa di malattie ereditarie rare (distrofia muscolare, fibrosi cistica, etc,), ma anche altre più comuni (il diabete, ad esempio), dovute alla mutazione di più geni alla loro interazione con l'ambiente.
Di questo, in estrema sintesi ma ad altissimo livello, si occupano i corsi della Fondazione Europea per la Genetica la quale, tra le tante sue attività, sta realizzando un progetto che dal 2002 gode di un finanziamento triennale dell'Unione Europea, nel quadro del programma Eumedis (EuroMediterranean Information Society). Lo scopo di questa iniziativa è il trasferimento di conoscenze e tecnologie nell'ambito della medicina e della genetica tra Europa e paesi della sponda Sud del Mediterraneo (Algeria, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Territori Autonomia Palestinesi, Siria, Tunisia, Turchia).

Non in ultimo, va sottolineata la ricaduta in termini di sviluppo dei progetti di ricerca che la presenza della Fondazione all'interno dell'Università di Bologna comporta. "E' una risorsa – conclude infatti il prof.Romeo – che si trovano ad avere in casa tutti gli studenti del nostro Ateneo". Nonché una risorsa culturale e di scambio di conoscenze che arricchisce il lavoro del Laboratorio di genetica dell'Università, parente stretto della Fondazione e impegnato in varie ricerche tra cui quella sul cancro alla tiroide o l'altra (avviata grazie al supporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna ad una giovane ricercatrice inglese, la dottoressa Kerry Rhoden, che ha vinto il concorso MIUR "Rientro dei cervelli)) sulla farmacologa della tiroide.