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Cos’è, o meglio, cosa non è una piattaforma tecnologica? Bisogna, senza ombra di dubbio, partire da qui e sgombrare il campo da qualche facile fraintendimento. Una piattaforma tecnologica non è un componente dell’hardware come qualcuno potrebbe arguire dal nome. "Una piattaforma tecnologica – spiega Giovanni Emanuele Corazza, docente del Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica - è un network di soggetti che la Commissione europea individua come interlocutori per pianificare lo sviluppo della ricerca".

Tra le oltre trenta piattaforme tecnologiche attivate in Europa c’è ISI (Integral Satcom Iniziative recita l’acronimo sciolto) e cioè una piattaforma che comprende 140 partecipanti distribuiti in 24 paesi. Nata in febbraio ISI  segna, in questi giorni, una tappa importante della propria esistenza con l’elezione, nel corso di un incontro internazionale tenutosi a Bologna, del proprio Steering Council, guidato dal nostro Ateneo.

Scopo di ISI è quello di sviluppare in maniera coerente la ricerca nell’ambito delle telecomunicazioni con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche. "Per questo – spiega Corazza - sono coinvolte tutte le principali imprese e operatori delle telecomunicazioni dei paesi che vi aderiscono". E il professore cita subito alcuni ambiti pratici di sviluppo delle ricerche: "la mobile Tv da satellite, l’accesso a internet da treni e aerei, l’integrazione con Galileo e GMES, i sistemi di sicurezza in Europa".

Progetti che saranno portati avanti nel corso del Settimo Programma Quadro della Ricerca Europea (FP7) e che potranno concludersi nell’arco di due o tre anni, o che prevedono sviluppi anche da qui al 2010. Sempre per fare qualche esempio concreto tra i progetti di ISI c’è quello con Airbus 380 per l’utilizzo dei cellulari a bordo degli aerei.

Nel lungo termine, invece, l’obiettivo di ISI sarà quello di studiare una convergenza tra applicazioni mobili, a larga banda e broadcasting. Infine ulteriori campi di intervento saranno oltre "al coordinamento delle iniziative nazionali e internazionali – conclude Corazza – la definizione di standard e l’armonizzazione del quadro regolamentativi europei in modo che le applicazioni possano essere utilizzate nei diversi paesi".