L’avvio anticipato potrebbe riguardare, ad esempio, statistica, economia ed alte discipline, ricorda il prorettore Dario Braga. "E’ una mossa – spiega - per intercettare i laureati migliori, che non stanno ad aspettare i nostri corsi a gennaio".
Oltre che sui tempi, l’Alma Mater lavora anche a razionalizzare e accorpare l’offerta dei dottorati. L’anno prossimo, quelli attivati potrebbero scendere ad una cinquantina, a fronte degli attuali 76. Sarebbe l’effetto, secondo alcune stime, del nuovo regolamento approvato ieri dal Senato accademico, che fissa a tre il numero minimo di borse di studio per ciascun corso (due il limite di legge). In tal modo, non potendo aumentare le borse, che anzi rischiano di diminuire a causa della stretta sui finanziamenti statali, si ridurrebbe giocoforza anche il numero dei dottorati. Oggi ad esempio sono circa la metà quelli con due sole borse. Il contenimento riguarderà anche i concorsi – non più di uno per ciascun dottorato -, mentre miglioreranno organizzazione e chiarezza delle informazioni online.
Dolente rimane invece il tasto delle risorse. Quelle statali diminuiscono di anno in anno. Anche per questo l’Ateneo ha provato a giocare d’anticipo approvando, già a metà marzo, 170 borse per i dottorandi del primo anno. La copertura stanziata è di 3.348.000 euro: 2.808.000 provenienti da finanziamenti Miur e relativo cofinanziamento d’ateneo; altri 540mila - è la stima prudenziale - dal 5 per mille del 2008, come già promesso un anno fa. Quest’ultima tranche, in particolare, andrà a finanziare 10 borse di studio, non solo per il 2011, ma anche per i due anni successivi (i corsi sono triennali). Nei prossimi mesi il Senato accademico deciderà come ripartire le borse tra le 14 scuole tematiche. Garantita ovviamente la copertura delle borse, già attivate, per gli anni successivi al primo.
Nei prossimi tre mesi si cercherà di fare il possibile per mantenere gli stessi livelli dell’anno scorso, quando a giugno furono 240 le borse messe a budget. Ma non sarà facile. Una ventina di borse dovrebbero saltar fuori da risparmi vari sul bilancio d’ateneo. Poi ci saranno quelle finanziate da fondazioni e altri soggetti pubblici e privati, senza dimenticare il promesso scudo fiscale di Tremonti. La speranza è di replicare il 2010: pur partendo da una riduzione del 30 per cento circa dei fondi ministeriali (da 280 a 240 le borse).
Già l’anno passato i finanziamenti statali, uniti al cofinanziamento d’Ateneo, furono sufficienti in un primo momento ad attivare per il 2010 appena 156 nuove borse, cui Unibo riuscì però a sommarne altre 84 grazie a risorse una tantum. Le borse per i dottorati di ricerca - i circa 1000 euro mensili che ricevono gli studenti - sono particolarmente importanti perché le norme impongono che ne beneficino almeno la metà dei dottorandi. Tagliare le borse significa quindi ridurre proporzionalmente il numero degli studenti dei corsi di dottorato (attualmente quasi un migliaio, provenienti da oltre 60 paesi). Anche per questo l’Alma Mater invoca un "forte impegno" per raggiungere "almeno" le 240 borse dell’anno precedente.
In generale sono quasi 2000 i dottorandi dell’Alma Mater, divisi in 14 scuole corrispondenti a diverse aree disciplinari. In crescita gli immatricolati stranieri che erano il 16,6 per cento del 2006, e il 36,1 del 2008. Dall’Alma Mater escono circa 600 dottori di ricerca ogni anno.