Non è la prima volta che le istituzioni cittadine si riuniscono attorno ad un tavolo per fare rete sul modo di contrastare la violenza alle donne. Ieri mattina il prefetto Angelo Tranfaglia, l'assessore provinciale alle pari opportunità Gabriella Montera, il Commissario Anna Maria Cancellieri, la prof. Carla Faralli, membro della giunta di ateneo e ancora la presidente dell'associazione Casa delle donne per non subire violenza si sono riuniti per presentare la più recente iniziativa in cantiere. Si tratta di un corso di formazione rivolto agli operatori delle forze dell'ordine, che ha lo scopo di migliorare l'impatto delle vittime di violenza con gli operatori della legge e intende fornire a questi ultimi sensibilità, conoscenze e abilità specifiche in tema di violenza di genere.
"Il progetto - ci spiega la prof. Carla Faralli - è in continuità con altre esperienze formative avviate dalle associazioni del territorio". E non è certo nuova la tematica del contrasto alla violenza alle donne per l'Alma Mater che è da anni impegnata in vari progetti. Li ricorda Carla Faralli. "Nel 2006, ad esempio, l'Unibo, attraverso i suoi docenti di Medicina Legale, ha collaborato alla creazione, presso l'Ospedale Maggiore, di un Pronto soccorso dedicato alle donne vittime di violenza, grazie ad un contributo della Fondazione del Monte". Tra il 2008 e il 2010 è stata la volta del progetto, coordinato dal Comune di Bologna, Insieme contro la violenza di genere, con cui sono state realizzate campagne di comunicazione e sensibilizzazione ed è nato un punto di ascolto rivolto a quanti frequentano per studio e lavoro l'Ateneo. Il tutto è stato reso possibile da una sinergia con il Comitato Pari Opportunità, l'Addu (Associazione donne docenti) e l'associazione Orlando. Dal 2011 al 2013 sarà invece la volta di Lexop, progetto europeo Daphne, che ha come coordinatore scientifico la prof. Milli Virgilio, insieme alla prof. Carla Faralli e alla prof. Susi Pelotti. L'obiettivo del progetto è quello di migliorare l'impatto con la polizia e il sistema giudiziario delle donne che hanno subito violenza dal partner (o dell'ex partner) nelle relazioni di intimità, attraverso la creazione di una rete di operatori, impegnati a diversi livelli nel contrastare la violenza e fornire una risposta coordinata e integrata per proteggere le vittime e perseguire gli aggressori.
"Anche l'Università vuole essere parte di tale rete, mettendo in campo le due componenti della propria missione, cioè ricerca e formazione - prosegue la prof. Carla Faralli: una rete con diverse specificità ma con l'obiettivo comune di "contrastare la violenza verso i soggetti deboli e in particolare le donne". L'Alma Mater è inoltre convinta - conclude Faralli -che sia necessario anche diffondere una cultura della parità. E in questa direzione vanno, tra l'altro, le attività del CSGE (Centro di studi sul Genere e l'Educazione) e i corsi trasdisciplinari che da anni si occupano di etica e politica nella prospettiva di genere. Il prossimo in programma partirà lunedì 14 marzo alle 18 in Santa Cristina (Piazzetta Morandi 2)