"E l'uomo creò la vita". Così titolava la copertina del numero di The Economist uscito alla fine di maggio scorso ("And man made life", in originale). L'immagine mostrava il celebre Adamo della"Genesi" di Michelangelo con un laptop appoggiato in grembo e delle cellule che nascevano dalla sua mano protesa. Sottotitolo: "Il primo organismo artificiale e le sue conseguenze" ("The first artificial organism and its consequences"). L'articolo che ha conquistato la copertina del celebre settimanale inglese si riferiva a una ricerca, pubblicata su Science ("Creation of a Bacterial Cell Controlled by a Chemically Synthesized Genome"), realizzata da Craig Venter e dal suo team, che mostrava come fosse stato possibile, per la prima volta, sintetizzare chimicamente l'intero genoma di un batterio.
La ricerca di Venter ha compresibilmente suscitato scalpore in tutto il mondo: se ne è parlato e scritto tanto, se ne è discusso e, come spesso capita con scoperte scientifiche tanto avanzate e complicate, si è anche frainteso, generalizzato, a volte esagerato. A un mese di distanza e acque ormai calme, c'è modo per approfondire e puntualizzare quello che è stato fatto. Lo spunto arriva da un comunicato congiunto di due importanti associazioni, la Società Italiana di Microbiologia Generale e Biotecnologie Microbiche (Simgbm) e la Società Italiana di Microbiologia Agraria, Alimentare e Ambientale (Simtrea). Il testo spiega quello che Venter e il suo team di ricerca sono riusciti a fare e sottolinea novità e limiti della ricerca. Ne abbiamo parlato con Laura Menotti, docente di Microbiologia generale nel Corso di Laurea in Biotecnologie e ricercatore presso il Dipartimento di Patologia sperimentale dell'Alma Mater.
Professoressa Menotti, guardando alla ricezione della scoperta da parte della stampa, il comunicato parla di "considerazioni non sempre chiare ed interpretazioni talvolta forzate o contraddittorie". Cosa non è stato capito o è stato frainteso?
L'articolo pubblicato su Science è molto preciso e approfondito. Alla ricerca è stata poi data ampia risonanza e si è insistito molto sulla parola 'Creation' contenuta nel titolo. Credo che lo stesso Venter volesse che se ne parlasse, che la ricerca fosse conosciuta e diffusa il più possibile. Quello presentato è il frutto di un lavoro che Venter porta avanti da ormai quindici anni: il risultato di un percorso graduale che ha richiesto una grande quantità di lavoro e di risorse.
Nello specifico, cosa sono riusciti a fare Craig Venter e il suo team?
Sono riusciti a sintetizzare l'intero genoma di un batterio e impiantarlo poi in un batterio di una specie simile, generando un organismo vivente che è quindi anche in grado di replicarsi. Il genoma è stato costruito pezzo dopo pezzo e poi assemblato utilizzando cellule di lievito. In tutto sono state messe insieme un milione di paia di basi, un numero elevatissimo, frutto di uno sforzo considerevole. La molecola realizzata è molto grande e non a caso ci sono state anche difficoltà nel crearla. Difficoltà che lo stesso articolo racconta, spiegando ad esempio come per la delezione di una singola base nel cromosoma, in un singolo segmento, che si è rivelato errato, il primo genoma ottenuto non era vitale, e si è dovuto quindi ricominciare. Il controllo di qualità sulle diverse parti prodotte è stato uno degli sforzi maggiori: un'attività fondamentale per la riuscita della ricerca, ma anche molto complicata da realizzare, visti gli elevati standard necessari.
Dove si è invece fermata la ricerca?
Il genoma creato non è uscito direttamente da un sintetizzatore chimico, ma è stato necessario fare passare le diverse parti di cui è composto attraverso cellule viventi per assemblarlo. Siamo ancora lontani da uno scenario in cui si inseriscono le informazioni in un computer collegato a un sintetizzatore chimico e questo crea la molecola desiderata delle dimensioni di un intero genoma. Per arrivare a creare un organismo del tutto artificiale la strada è ancora lunga.
Qual è allora il valore del lavoro di Venter?
Venter ha fatto un lavoro enorme: nessuno era mai riuscito a dare vita a un batterio così grande, sintetizzandone l'intero genoma. Lo stretto controllo di qualità che ha accompagnato tutta la ricerca ha evidenziato alcuni errori nel risultato finale, ma ridotti al punto da non compromettere la vitalità del batterio.
E quali sono i possibili utilizzi di questa scoperta?
Può essere utilizzata per ingegnerizzare microrganismi che hanno funzioni utili, ad esempio la produzione di farmaci, anche se in realtà esistono già altre metodiche che possono portare a risultati simili. La strada della ricerca di Venter è quella della creazione di un microrganismo completamente nuovo, non esistente in natura. Al momento la cosa non è ancora possibile, ma è un passo in quella direzione.