I segreti del legame tra l'Università e la città di Bologna. Sono venuti a scoprirli alcuni docenti della giapponese Okayama University, ricevuti ieri nel Rettorato dell'Alma Mater dalla delegata del Rettore per le Relazioni internazionali Carla Salvaterra e dal presidente di PromoBologna Roberto Grandi.
I docenti in visita dal Giappone fanno parte di una commissione che l'Università di Okayama ha creato per capire come far nascere nuovi legami tra Ateneo e territorio.
"L'Università di Bologna è strettamente connessa con la sua città", ha ricordato Roberto Grandi. "L'Ateneo è cresciuto di pari passo con l'espansione urbana creando un tessuto unico e inestricabile. E l'obiettivo è continuare a crescere in questo modo, mantenendo la coesione tra gli studenti e il territorio". Grandi ha poi continuato ricordando altri importanti punti di coesione tra l'Alma Mater e Bologna: il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi, il sistema delle biblioteche, quello dei musei, il rapporto con il sistema imprenditoriale.
La professoressa Salvaterra ha ricordato invece i punti di forza dell'Ateneo: senza dubbio il grande impegno nel campo dell'internazionalizzazione, l'organizzazione decentrata in una struttura multucampus, la lunga e prestigiosa tradizione storica, portata avanti con una serie di importanti iniziative internazionali (la Magna Charta, il Processo di Bologna) che hanno reso l'Alma Mater "un punto di riferimento per l'idea stessa di Università".