Unibo Magazine

Il patrocinio che il Commissario europeo alla fiscalità ha voluto recentemente attribuire alla Scuola europea di alti studi tributari e al dottorato di diritto tributario europeo, rappresenta un sigillo prestigioso agli sforzi che la Scuola ha compiuto in questi anni per la formazione di un diritto tributario europeo.

La Scuola ha acquisito infatti una dimensione internazionale non solo per la partecipazione di Università europee ed extraeuropee, ma anche per l’impegno costante nell’attività di ricerca e di promozione. I  convegni internazionali sul diritto tributario europeo, i dottorati, conclusi in cotutela con le più prestigiose università europee, i seminari annuali hanno offerto agli studiosi di tutta Europa un’unica e fertile occasione d’incontro di studio di scambio ed ai giovani ricercatori italiani spagnoli francesi belgi albanesi turchi rumeni, portoghesi, bilorussi, brasiliani moldavi un’occasione irripetibile di formazione giuridica comune.

In questi anni Bologna è diventata così una delle capitali della formazione del diritto tributario europeo.

 
Il commissario con il suo patrocinio ha voluto valorizzare il lavoro e l’impegno di questi anni. La sua presenza a Bologna nella giornata dell'11, in occasione dell'apertura del nuovo ciclo di dottorato, non è solo simbolica, ma rappresenta un originale e responsabile contributo al dibattito attuale su di una proposta di direttiva sulla base imponibile comune che coinvolge le società multinazionali in un regime fiscale unico per consentire la loro operatività nell’intero mercato privilegiando la neutralità e limitando la concorrenza fiscale con il contrila sua presenza ha voluto.


A testimonianza di ciò non una cerimonia, non un semplice riconoscimento, ma un fattivo contributo al dibattito tanto più importante in quanto coinvolge le future scelte dell’Unione europea e con essa dell’imposizione nazionale sulle società secondo un orientamento che il governo ha voluto manifestare nella recente rapporto della commissione Biasco che vede la partecipazione di suoi tre componenti oltre al presidente.

Un confronto attuale ed originale che privilegia l’Italia e quindi Bologna e la sua Università nel dibattito che dopo la discussione a Bruxelles si anima per la prima volta con istituzioni di ricerca e del mondo dell’impresa italiana rappresentato dal direttore Micossi (vedi progamma allegato)