"Il giudizio è sorprendentemente positivo. Ci sono casi di distorsione, ma sono limitati". Piero Ignazi, docente di Politica Comparata all’Università di Bologna, giudica così il modo con cui la stampa locale dell’Emilia Romagna rappresenta il fenomeno droga. Ignazi parla da coordinatore di una ricerca, svolta dall’Ateneo in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Sociali dell’Emilia Romagna, che ha valutato il grado di accuratezza e completezza dell’informazione sulla droga, monitorando 18 testate locali della regione dal 10 gennaio al 30 settembre 2004.
Passando in rassegna le pagine di cronaca in cui compariva il termine droga o metafore come neve, polvere, bianca e fumo, l’indagine ha portato alla luce 2422 articoli, che, nella maggioranza dei casi, denotano precisione terminologica e assenza di toni allarmistici sia nei testi che nella titolazione. Centrale è l’aspetto criminale: "Emerge il problema dello spaccio – afferma Ignazi – e ricorrono termini come delinquenza o crimine organizzato". Manca invece la percezione sociale del fenomeno: "Si parla assai poco – prosegue il docente – delle politiche di recupero e degli interventi effettuati dalle strutture pubbliche e dagli enti privati. Questa è la vera nota stonata, ma probabilmente perché manca un’adeguata comunicazione da parte delle stesse istituzioni coinvolte".
Qualche numero sostanzia queste linee di tendenza. Il termine "droga" è associato al termine "spaccio" in più del 50% dei casi. Viceversa solo 116 articoli (4,7% del totale) parlano di "recupero" e addirittura solo 12 testi su 2422 fanno riferimento al tema della "riduzione del danno".
C’è infine un altro assente in questa indagine che ha premiato il comportamento della stampa: l’approfondimento. "Gli articoli di commento – conclude il prof. Ignazi – sono soltanto 6".