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Amis è stato finanziato all’ottanta per cento dall’Unione Europea e al venti per cento dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare per la somma totale di un milione di euro nell’ambito del programma europeo Smap III.

È quest’ultimo un programma nato a sostegno della cooperazione euro-mediterranea e volto a migliorare la protezione dell’area mediterranea e la salute delle popolazioni, favorendo anche la definizione di nuove politiche ambientali.

I risultati finali del Progetto Amis sono stati presentati alle autorità algerine e italiane con vari interventi da parte di esperti delle due nazioni in occasione di un workshop svoltosi il 25 febbraio ad Algeri, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Algeria, Giampaolo Cantini.

Il progetto consente oggi all’Agenzia di Protezione e Promozione del Litorale (Appl) di Algeri di condurre attività di monitoraggio ambientale diversificate e con metodologie più aggiornate rispetto al passato; inoltre le università e le istituzioni governative algerine sono state coinvolte in un processo conoscitivo che dovrebbe portare a nuovi orientamenti legislativi a salvaguardia dell’ambiente.

La collaborazione con l’Algeria avrà un futuro con altre iniziative congiunte che si stanno delineando con il Cirsa ed è già attiva al momento per quanto riguarda le due imprese private, Medingegneria e Sgi-Studio Galli, che hanno preso parte al progetto.


Nel progetto Amis state coinvolte circa venti unità di personale del Cirsa tra professori, ricercatori e borsisti dei laboratori di Fisiologia & Biochimica Ambientale e di Geoscienze Integrate con lo scopo di operare un trasferimento di conoscenze sul monitoraggio ambientale biologico e geologico, la raccolta e la gestione dei dati ambientali, le metodologie per lo studio dell’ambiente e l’utilizzo di strumenti analitici ed informatici di elevata performance.

Destinataria di tali insegnamenti è stata l’Agenzia di Protezione e Promozione del Litorale (Appl) di Algeri, che ha un ruolo simile a quello delle Arpa italiane che si occupano della protezione e salvaguardia dell’ambiente marino costiero.

«Appl è l’unica agenzia di questo genere in tutta l’Algeria e ha soltanto otto anni di vita - spiega la professoressa Elena Fabbri del Cirsa, responsabile del Progetto Amis -; non mancano certo i mezzi finanziari in questo Paese ricco di petrolio e di gas naturale, ma la protezione e la gestione sostenibile dell’ambiente sono considerate come priorità da poco tempo. Le leggi a tutela dell’ambiente sono perciò carenti e la sensibilità nei confronti dei problemi ambientali da parte dell’opinione pubblica è limitata.»

Appl occupa circa quaranta persone, venti delle quali, laureate in ingegneria ambientale, geologia, chimica, e biologia, sono state ospiti in Italia presso il Cirsa per corsi di formazione della durata di una o due settimane. I corsi hanno riguardato la raccolta dei dati ambientali e l’utilizzo dei Sistemi Informativi Geografici (Gis), la geomorfologia costiera, lo studio ambientale attraverso le immagini satellitari, le metodologie di biomonitoraggio mediante biomarker e organismi sentinella, l’identificazione delle alghe tossiche e test di valutazione della tossicità nei prodotti della pesca.

Dal canto suo il personale del Cirsa ha trascorso complessivamente oltre dieci mesi in Algeria per condurre corsi di formazione in mare concernenti rilievi topo-batimetrici, monitoraggio delle praterie di Posidonia e di specie invasive, monitoraggio chimico e biologico della qualità ambientale e per collaborare con il partner algerino alla raccolta e all’elaborazione dei dati ambientali già disponibili o da ottenere sul campo.

«L’esperienza relativa alla Gestione integrata della zona costiera (Gizc) dell’Emilia-Romagna è stata essenziale per il lavoro impegnativo svolto in Algeria dal mio gruppo di Geoscienze ai fini della definizione di Piani pilota per la gestione integrata della zona costiera algerina - spiega il professor Giovanni Gabbianelli del Cirsa, responsabile dell’integrazione dei risultati del progetto - e ha permesso di raggiungere obiettivi formativi e applicativi concreti pur partendo da una scarsa conoscenza locale del concetto della Gizc.»

Oltre al Cirsa hanno lavorato al progetto anche due società esterne all’università, segno della crescente integrazione tra università e impresa. In particolare Medingegneria, che ha sede a Ferrara e a Ravenna, è intervenuta per studi di modellizzazione costiera e sugli aspetti economici, sociali ed ambientali mentre Sgi-Studio Galli, che ha sede a Padova, si è occupata degli studi sulle risorse idriche e il paesaggio urbano e rurale ai fini della gestione del territorio.

Coordinatrice delle attività tecniche del Progetto Amis è stata Elisa Ulazzi, laureatasi a Ravenna in Scienze Ambientali indirizzo Marino nel 2000 e dottore di ricerca in Scienze Ambientali.

«La capacità di questa giovane professionista di svolgere un lavoro così complesso coordinando le attività tecniche sia in Italia che in Algeria – sottolinea Elena Fabbri – è certamente merito della sua bravura e del suo instancabile impegno. Tuttavia occorre riconoscere che il corso di studio in Scienze Ambientali a Ravenna fornisce una conoscenza profonda e integrata delle varie componenti ambientali. Per questo i nostri giovani laureati si distinguono nel mondo del lavoro per la loro grande competenza.

Il progetto Amis ha permesso di stipendiare vari giovani laureati in Scienze Ambientali – circa dieci sotto i trent’anni – e vederli all’opera con tanta capacità e impegno e ha costituito perciò un’esperienza molto gratificante anche per noi docenti.»