Unibo Magazine
Generato da una leggenda medievale tramandata oralmente e documentata a partire dal VII secolo p.e.v., il mito dell'ebreo errante giunge fino ai nostri giorni attraverso varie metamorfosi assurgendo alla fine del secolo XIX a simbolo del destino di un popolo da sempre in viaggio alla ricerca di una terra.

Diaspora e cosmopolitismo sono componenti strutturali della storia ebraica dall'antichità ai nostri giorni. Questi tratti si sono tuttavia accentuati e hanno preso nuove forme con l'avvento della modernità ebraica, tra l'Emancipazione e il genocidio nazista. Una modernità culturale fatta di trasformazioni profonde in seno a un mondo ebraico ormai secolarizzato e di incessanti simbiosi con le culture circostanti, a loro volta rimodellate, arricchite e rinnovate dalla presenza di un'intellighenzia ebraica straordinariamente creativa. Da questa trama di idee ed esperienze "erranti", nasce la figura dell'intellettuale ebreo moderno, cittadino del mondo, membro di una ideale cosmopolis opposta a un'Europa in preda ai conflitti nazionali, ai fascismi e all'antisemitismo.

Verso la fine dell'Ottocento, il grande esodo ebraico-orientale verso Occidente, sia in Europa sia, soprattutto, in America, avvia una metamorfosi che si concluderà con l'esilio ebraico-tedesco degli anni Trenta, un secondo esodo che alcuni storici non esiteranno a caratterizzare come uno spostamento dell'asse della cultura occidentale da una riva all'altra dell'Oceano. Il paesaggio sociale e culturale ebraico che si delinea in questi decenni è multiforme, policentrico, fatto di incessanti influenze, scambi culturali e mutamenti d'identità. Le sue capitali sono Varsavia, Vilna, Odessa, Berlino, Vienna, Parigi, quindi, fuori d'Europa, New York, Chicago e Buenos Aires.
  
Enzo Traverso è stato responsabile dal 1991 al 1995 della Bibliothèque de Documentation Internationale Contemporaine di Nanterre e dal 1995 insegna all'Università di Picardia ad Amiens. Curatore di molti lavori collettivi, tra i quali quello sotto la sua direzione va ricordato Insegnare Auschwitz. Deportazione e genocidio nella didattica della storia (1995), è autore di numerosi libri: ricordiamo Siegfried Kracauer.Itinèraire d'un intellectuel nomade (Paris, 1994), Gli ebrei e la Germania. Auschwitz e la "simbiosi ebraico-tedesca" (Bologna, 1994), Pour une critique de la barbarie moderne. Ecrits sur l'historie des Juifs et de l'antisémitisme (Lausanne, 1996).

Francesca Mazza è nata a Cremona. Dal 1983 al 1995 lavora negli spettacoli di Leo de Berardinis, dapprima presso la Cooperativa Nuova Scena di Bologna, poi all'interno del Teatro di Leo di cui è anche fondatrice. Altre significative esperienze artistiche sono stati gli incontri con l'attore e regista Alfonso Santagata, con il regista cileno Raul Ruiz e con il regista argentino Fernando "Pino" Solanas. Negli ultimi anni ha partecipato ad alcune produzioni della compagnia di teatro-danza XE diretta da Julie Ann Anzilotti e agli spettacoli della compagnia teatrale Teatri di Vita diretta da Andrea Adriatico. Insegna recitazione presso la Scuola di Teatro di Bologna.

Ingresso libero.
Per informazioni: Museo Ebraico di Bologna: tel. 051.2911280