Unibo Magazine
Quando ancora il Web era una tecnologia in fasce sconosciuta al grande pubblico, studiosi come George Landow teorizzavano una rivoluzione cognitivo sociale, indicando nell’ipertesto lo strumento che avrebbe rotto la linearità della scrittura, il monopolio dell’autore e il rapporto gerarchico tra insegnante e docente. Poi, una volta esploso, il Web si è dimostrato molto più legato alla tradizione di quanto pensavano i suoi teorici delle origini ed è così nata l’ingegneria dell’usabilità, con autori come Jacob Nielsen impegnati a stilare regole editoriali all’insegna della più elementare sobrietà di testi e grafica.

Tramontate sia le previsioni più rivoluzionarie, sia i moniti più conservatori, ha preso piede il realismo e si sta studiando il modo migliore per sfruttare il Web per migliorare servizi professionali, amministrativi ed educativi. In quest’ultimo settore, noto come E-learning, è attiva anche l’Università di Bologna, che con l’E-learning Lab ha avviato varie sperimentazioni, offrendo ai suoi clienti supporto per tutte le fasi della realizzazione di un intervento formativo: "dalla progettazione, alla valutazione finale dell’efficacia, passando per la realizzazione dei contenuti multimediali e la loro erogazione", elenca il prof. Lucio Picci, responsabile della struttura.

Due i tipi di contenuto prodotti dall’E-learning lab. "In primo luogo – prosegue il docente, Presidente del Corso di Laurea in Economia di Internet – realizziamo i cosiddetti e-learning object, ovvero pagine Web interattive, che, grazie alla loro struttura modulare, possono essere riutilizzate in contesti diversi. Poi disponiamo anche di un laboratorio per la produzione di contenuti video, che di recente si è cimentato per esempio nella realizzazione di un documentario sulle giornate dell’orientamento".

Parlare di Web e di contenuti multimediali all’interno di un’istituzione pubblica come l’Università pone problemi di accessibilità che l’E-learning lab gestisce adottando sia per le immagini sia per i video gli standard suggeriti dal Consorzio Mondiale del Web (W3C): "Per i filmati – precisa per esempio Picci – utilizziamo SMIL, uno standard del W3C che permette di inserire del testo sincronizzato a un video, garantendo quindi l’accessibilità dei contenuti anche agli utenti che usufruiscono di browser vocali".

Nel rispetto degli utenti diversamente abili, l’obiettivo di fondo dell’E-learning lab è mettere a punto un learning management system in grado di gestire sia l’attività didattica che quella di back-office: "La nostra infrastruttura tecnologica – interviene infatti il prof. Picci – consente agli studenti di consultare i materiali, interagirvi e realizzare le attività didattiche, ma dovrà anche supportare le attività amministrative come la gestione dell’anagrafe degli studenti e dei docenti".

L’E-learning Lab è impegnato principalmente in progetti universitari, tra cui per esempio il supporto informatico a UniAdrion, l’università virtuale che unisce vari paesi del bacino adriatico e ionico. Non mancano però collaborazioni con enti esterni, come la Regione Emilia Romagna, e iniziative per concorrere ai finanziamenti europei banditi dal sesto programma quadro.

Nuovi fronti di sperimentazione che offriranno anche laboratori didattici per gli studenti di Economia di Internet. "Il Corso di Laurea – conclude infatti il prof. Picci – è lo sperimentatore delle nuove realizzazioni dell’E-learning Lab, dove i migliori studenti svolgono anche un tirocinio formativo".