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"Non c'è scarsità di risorse primarie fossili a breve termine. Carbone e petrolio sono disponibili ancora per anni, anche se non è saggio attingere sempre e solo da quel serbatoio, che sappiamo essere esauribile. Il problema sta nella sostenibilità e nell'inquinamento ambientale che queste fornti di energia inevitabilmente producono".

A parlare è Carlo Alberto Nucci, docente di Sistemi elettrici per l'energia al Dipartimento di Ingegneria elettrica e vice preside della Facoltà di Ingegneria dell'Alma Mater, invitato mercoledì scorso all'ITIS di Forlì per un incontro nell'ambito dell'esposizione "Energia della Natura".

E' ancora lontano l'ambizioso obiettivo europeo del 20 20 2020 (entro il 2020, il 20 per cento di energia prodotto da fonti rinnovabili a fronte di una riduzione del 20 per cento delle emissioni di Co2). Sul fronte dell'energia pulita crescono soprattutto l'eolico e le biomasse, ma l'incidenza delle rinnovabili nel mondo è ancora molto limitata, attorno al 13 per cento.

"Ciò che ancora manca - ha spiegato Nucci - è un efficace sistema di accumulo dell'energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Gli impianti di questo tipo sono oggi ancora troppo costosi e questo limita il necessario stoccaggio di energia. Servono studi, investimenti e capacità imprenditoriale per sviluppare questo fondamentale tassello per la crescita delle rinnovabili".