L'entusiasmo non manca, le motivazioni sono tante e la volontà di affrontare un'esperienza diversa, culturale e di studio, spinge a fare le valige, uscire dalla porta di casa e abbandonare, per qualche mese almeno, il proprio paese. Le difficoltà ci sono quasi sempre, soprattutto nei primi tempi; gli aiuti però non mancano e in conclusione la somma finale è il più delle volte positiva: l'entusiasmo iniziale era davvero ben riposto.
Cristina Fernandez Mendo e Vanesa Nova Sanchez sono due studentesse spagnole che hanno scelto di partire in Erasmus alla volta dell'Università di Bologna, e proprio all'Alma Mater hanno avuto la possibilità di raccontare in presa diretta la vita degli studenti Erasmus, partendo dalla loro esperienza personale, ma anche intervistando altri ragazzi e ragazze in arrivo da tutta Europa e non solo. Il risultato del loro lavoro, condotto all'interno di un laboratorio formativo del Corso di Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica (Compass) e pubblicato sul magazine online L'Europa che verrà, è "Vita da Esasmus": una piccola inchiesta che racconta problemi, soluzioni, opportunità, motivazioni, impressioni degli studenti che da un paese straniero arrivano a Bologna per studiare nella sua Università.
Imparare una lingua nuova, orientarsi in un sistema universitario differente, socializzare con gli studenti italiani, organizzare il proprio tempo libero sono per gli studenti Erasmus le sfide più comuni. La prima e più urgente difficoltà una volta arrivati a Bologna è però un'altra: trovare un alloggio. "Le settimane in cui si cerca casa - si legge nell'inchiesta - sono le più difficili per gli Erasmus". Mentre la ricerca attraverso internet resta una soluzione adottata da pochi, via Zamboni con le sue bacheche di annunci è senza dubbio la strada più conosciuta e battuta dagli studenti. La soluzione al problema della casa non è semplice: i costi sono elevati e possono arrivare anche brutte sorprese. Come quella raccontata da Cristina, studentessa Erasmus. "Ho bloccato una casa con 285 euro di caparra - dice - ma la casa non era ancora pronta. Ho aspettato tre settimane, ma alla fine mi sono resa conto che il proprietario mi aveva preso in giro". Proprio per evitare situazioni simili, l'Università di Bologna mette a disposizione gratuitamente il servizio Bussola e, pensato nello specifico per gli studenti stranieri, il SAIS - Servizio informativo per studenti internazionali di scambio.
La lingua è un altro ostacolo importante per chi arriva a Bologna in Erasmus, anche da paesi vicini. "I primi giorni non capivo niente - ammette Cristina Fernandez Mendo, una delle autrici dell'inchiesta - e ho cominciato a pensare che la lingua italiana non era poi così simile allo spagnolo". Molti Erasmus arrivano senza conoscere né aver mai studiato l'italiano. E mentre alcuni studenti come Felix, spagnolo, o Helene, francese, si affidano alla socializzazione e alla conversazione con italiani, una scelta molto frequente per imparare la lingua è seguire i corsi di italiano messi a disposizione dal CILTA. Anche perché se per spagnoli e francesi le difficoltà possono non essere molto alte, per un ragazzo come Tatsuya, giapponese studente a Bologna, le cose sono più complicate: "Per me - spiega - è una lingua totalmente diversa, anche l'alfabeto. Sono qui da più di tre mesi e ancora non parlo bene l'italiano".
Le difficoltà, però, alla fine trovano soluzione e ai disagi iniziali si sostituisce la soddisfazione per un'esperienza formativa utile e importante. Gli studenti interpellati nell'inchiesta sono concordi nel giudizio positivo sul loro periodo di studio a Bologna. "E' un'esperienza bellissima - dice Octavie, studentessa francese di Giurisprudenza - perché ti rende più indipendente, conosci persone di nazionalità diverse, ti diverti, impari una lingua straniera". E mentre tutti sostengono la necessità per ogni studente di passare almeno un anno fuori dal proprio paese, lo spagnolo Felix suggerisce anche di "cambiare le regole per avere la possibilità, se si vuole, di ripetere l'esperienza più di una volta".
L'Università di Bologna è il primo ateneo italiano, e tra i primi in Europa, per numero di studenti Erasmus, in entrata e in uscita. Il programma di scambio Erasmus, di cui si è festeggiato l'anno scorso il ventennale, muove ogni anno circa 150.000 giovani studenti europei. Dal 1987 ad oggi i partecipanti sono stati quasi un milione e mezzo. E la recente introduzione del nuovo progetto europeo Lifelong Learning Programme contribuirà ad allargare ulteriormente lo spettro degli scambi di studio all'estero. "Sono sempre di più le idee che si mettono in campo per tentare di mobilitare e unificare la popolazione europea, soprattutto i giovani", concludono le autrici dell'inchiesta. "Rendere possibile la nascita di una cultura comune è un traguardo che ora ci sembra più vicino".