Unibo Magazine

Quando arrivarono in Occidente tutti li scambiarono per dipinti. Sarà stato per i colori brillanti e decisi che sembrano uscire dalla bidimensionalità o per i tratti definiti e sottili al punto da far sembrare, ad esempio, i capelli dei personaggi raffigurati fili tracciati da un microscopico pennello. E invece gli ukiyo-e (le "immagini dal mondo fluttuante) sono stampe. Raffinatissime stampe xilografiche realizzate per una tiratura di massa, ma con un livello qualitativo in grado di porle ai vertici della grafica di ogni è tempo e paese.

"Dopo tre grandi mostre dedicate all’ukiyo-e, svoltesi a Bologna tra il 1999 e il 2003, il Centro studi d’arte estremo-orientale è orgoglioso di presentare una scelta della ricchissima collezione di Carlo Contini" – spiega il professor Giovanni Peternolli,  curatore dell’esposizione assieme ad Alessandro Guidi e Manuela Moscatiello.


 

159 opere suddivise in sei sezioni che portano le firme di grandi maestri come Kunisada e Hiroshige.
Ad essere rappresentati sono il disincanto e i piaceri effimeri del teatro kabuki, l’atmosfera delle case di piacere, quella delle gite in barca e degli svaghi della popolazione urbana. Un mondo poliedrico e colorato che è stato capace di incantare artisti occidentali come Van Gogh e Monet.

"Quella che aprirà i battenti sabato 18 ottobre non è una mostra esoterica, ma un’esposizione di grande impatto visivo – precisa Peternolli - grazie anche all’elegante e arioso allestimento, curato da Mario Bratella, Emanuele d’Antonio, Tristan Dyezkowski e Marcello Ferraresi."

Tra le sezioni più singolari c'è quella dedicata alle stampe per l’infanzia (kodomo-e), per la prima volta esposte nel nostro paese, e quella delle stampe di Osaka. Poco note persino in Giappone, queste ultime, fino a qualche decennio fa, sono staterealizzate, a differenza di q uelle di Edo, non da professionisti ma da editori, armatori e hanno avuto una tiratura di pochi esemplari.

La mostra, "testimonianza di un costante e proficuo rapporto" tra l’Università e il Museo Archeologico, come ha ricordato la direttrice Cristiana Morigi Govi è anche un tangibile e concreto esempio del "profondo interesse – ha aggiunto il Rettore Calzolari – dell’Università di Bologna per l’Oriente".

Interesse di cui sono prova l’ampiezza delle attività e dei progetti messi in campo da un Ateneo che sente l’internazionalizzazione come una propria vocazione, da sempre. "Perché il mondo va frequentato – spiega Calzolari – ma prima ancora va conosciuto. E se è vero che esistono punti di osservazioni privilegiati per la conoscenza del mondo, come ad esempio la finanza, il diritto, è anche vero che esiste un qualcosa che, prima di tutto, permette di andare oltre la superficie delle cose, ovvero la conoscenza della cultura e delle tradizioni di un paese". 

Per questo il Rettore non ha mancato di "esprimere riconoscenza a Giovanni Peternolli che da molti anni sostiene con intelligente passione l’attività del Centro studi d’arte estremo orientale", che a breve lascerà la sua sede storica per uno spazio più ampio in via Santa Maria Maggiore 1.

La mostra, che gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata e del Consolato del Gippone e della Japan Foundation, è anche fiore all’occhiello del tradizionale festival Nipponica. Una manifestazione che, attraverso vari appuntamenti in diverse città e luoghi, offre da anni un punto di vista libero da stereotipi e preconcetti per conoscere una cultura tanto lontana quanto sorprendentemente vicina.


 

L’esposizione, ad ingresso gratuito, dal 18 ottobre al 11 gennaio, è aperta dal martedì al venerdì dalle 9 alle 15, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 18.30. Info: info@estroesplendore.com tel. 051 381694.


 

A disposizione dei visitatori ci sarà anche un prezioso catalogo, curato dal Centro studi e realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.


 

Dal 22 ottobre al 10 dicembre, per 7 mercoledì alle ore 17, il Museo ospiterà anche un ciclo di conferenze sulla cultura giapponese, condotte da docenti universitari e yamatologi.