Sono queste le domande cui sono stati chiamati a rispondere storici, filosofi e comunicatori della scienza in due giornate di confronto organizzate, per l'Università di Bologna, dal prof. Giuliano Pancaldi, docente di storia della scienza al Dipartimetno di Filosofia. Il convegno, promosso con il contributo della Commissione Europea, si terrà
Venerdi 14 e sabato 15 novembre
Aula magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, in Via Zamboni 35
I relatori provengono da sette paesi diversi e affronteranno temi che spaziano dalle origini medievali della scienza moderna fino ai modi della comunicazione scientifica contemporanea.
Di storia della scienza, musei e diffusione della cultura scientifica parlerà Paolo Galluzzi (Firenze), mentre il compito di delineare l'affermazione della scienza moderna nei maggiori centri e nella "periferia" del continente è affidato a Béatrice Bakhouche (Montpellier), Ian Maclean (Oxford), Kostas Gavroglu (Atene).
Robert Fox (Oxford) e John L. Heilbron (Berkeley e Oxford), invece, mostreranno come è cambiata negli ultimi decenni la concezione stessa della scienza e della sua storia, anche per effetto delle reciproche influenze e tensioni tra Europa e Stati Uniti.
Sabato mattina la parola passa alla "comunicazione della scienza", con una tavola rotonda coordinata da Vincenzo Cappelletti, Presidente della Società Italiana di Storia della Scienza. Vi partecipano i giornalisti
Riccardo Chiaberge (Il Sole24Ore), Pietro Greco (Zadig e Sissa),Giorgio Rivieccio (Newton) e accademici impegnati sul fronte della diffusione della cultura scientifica: Federico Di Trocchio, Robert M. Friedman, Raffaella Simili.
L'incontro conclude un progetto europeo su "Le università e l'identità culturale europea" coordinato da Bernard Coulie (Louvain-La-Neuve), in cui l'Università di Bologna è impegnata insieme con le università di Heidelberg, Louvain-La-Neuve, Montpellier e Salamanca.