Unibo Magazine

"Una persona smemorizzata è una persona priva di libertà. Una società priva di memoria è una società in cui non esiste possibilità di scegliere consapevolmente, e perciò liberamente". Rolando Dondarini, promotore della Festa della Storia, ha sintetizzato in questo modo il senso della manifestazione. Giunta alla sua terza edizione, la festa, che si svolgerà quest’anno dal 15 al 22 ottobre, presenta un calendario fitto di conferenze, mostre, dibattiti e visite guidate.

Perché la storia? "Perché i giovani – ha spiegato il preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Franco Frabboni – si trovano a vivere nella società di oggi due fenomeni: da un lato l’estraniazione che li porta ad essere apolidi, esclusi dalla rappresentanza della società; dall’altro la defuturizzazione, che li porta a non concepire più il futuro come un cammino, basti pensare al precariato, alla società liquida". Ecco allora che "la storia, purtroppo largamente smagrita quando non addirittura decapitata persino nei percorsi di studio accademici- incalza Frabboni – è un forte richiamo che dovrebbe invitarci a riflettere".

"Una storia non solo retrospettiva – ha proseguito Dondarini – quella che ci interessa, ma una storia come percorso circolare, che parte dal presente e al presente ritorna. Perché un buono storico è colui che vive bene il proprio presente".

Assieme a Frabboni e Dondarini a presentare gli eventi anche i rappresentati di altre istituzioni che partecipano alla manifestazione. Ad incominciare da Monsignor Lino Goriup, Vicario Episcopale della Curia. E il suo riferimento non può non essere al Passamano per San Luca. Una catena umana, formata in gran parte da studenti, che con una forte valenza simbolica chiuderà la manifestazione il 21 ottobre (alle ore 10). Lo scorso anno le bandiere di 90 paesi sono passate di mano in mano, dal Meloncello fino alla Basilica e all’evento presero parte 15.000 persone. "Una motivazione profonda, quella che chiama a partecipare la Chiesa di Bologna" – ha detto Goriup. Anche Provincia, Comune e Regione rinnovano il proprio sostegno all’iniziativa come hanno avuto modo di ricordare l’assessora alla Cultura Simona Lembi, l’assessore all’Istruzione Paolo Rebaudengo e Maria Luigia Pagliani.

Con questa manifestazione Bologna aspira a diventare dunque Capitale della Storia, ma non la storia della diplomazia e delle guerre, ma delle tante storie locali e universali. L’edizione di quest’anno vedrà infatti un approfondimento dei temi già trattati nelle passate edizioni come il cibo, la moda, la musica e lo sport. Ma ci saranno anche nuovi spunti come i misteri della storia, i tesori ritrovati, gli animali nella storia e una sezione dedicata a Mozart, in occasione delle celebrazioni che cadono giusto quest’anno.

Tra le altre novità anche due iniziative: un premio, Il Portico d’oro, che verrà assegnato ad attività di divulgazione che sappiano coniugare correttezza e capacità di comunicazione e Porticon una maratona per la raccolta di fondi per il restauro dei Portici.

Interverranno alla manifestazione tra gli altri alcuni nomi noti della storiografia, della letteratura, del giornalismo come Alessandro Barbero, Franco Cardini, Giorgio Celli, Jacques Le Groff, Francesco Guccini, Keir Douglas Elam, Andrea Mingardi, Massimo Montanari, Giovanni Nicolini, Bruno Pizzul, Eugenio Riccomini, Eva Schubert, Benedetto Vetere, Jean Claude Marie Viguer.