Unibo Magazine
Dopo il grandissimo successo di pubblico del primo appuntamento di Grandi attori leggono grandi poeti, dove un eccezionale Giorgio Albertazzi ha proposto dalla Torre degli Asinelli alcuni canti della Divina Commedia davanti a oltre 12 mila persone, domani si replica con Gabriele Lavia che leggerà Shakespeare presso il Fiera District
"Il teatro è contro. È contro tutti. Dirò di più: il teatro è anche contro il pubblico, in qualche modo. Perché il teatro, diceva William Shakespeare, deve mettere il pubblico di fronte ai suoi vizi. È lo specchio dei vizi della società: e a nessuno fa piacere sentirsi dire che è un pezzente, un fetente, un mascalzone o un poco di buono.

Preferiscono guardare la televisione, dove gli dicono viviamo nel migliore dei mondi possibili, siamo tutti felici; e abbiamo anche la possibilità di diventare tutti ricchi (!!!) rimanendo cretini come siamo". "E poi in un mondo in cui persino l'estrazione dei numeri del Lotto è falsificata, mi spieghi perché dovremmo meravigliarci di qualsiasi cosa: il bambino bendato, l'innocente bendato, quel caro pargoletto è un gran figlio di puttana… che cosa diceva Molière? È la più bella battuta del teatro di tutti i tempi: "non ci sono più bambini", perché sua figlia faceva finta di essere morta prima ancora di ricevere lo scapaccione…"  GABRIELE LAVIA, nato a Milano nel 1942, attore e regista...

Il prossimo appuntamento è lunedì 14 luglio (alle 21.30) con Roberto Herlitzka che legge Giacomo Leopardi in Piazza San Domenico. Accompagnamento al pianoforte Marco di Gennaro.

Lavia esordisce nel 1963 e si segnala in spettacoli quali Edipo re di Sofocle (Teatro alla Scala, 1969) e Re Lear di Shakespeare, con la regia di Strehler (Piccolo Teatro di Milano, 1973). Il suo debutto come regista risale al 1975, con Otello di Shakespeare. Artista inquieto, particolarmente attento alla grande drammaturgia classica, Lavia affronta i testi (anche come interprete) in letture registiche dalle tinte sovente fosche, drammatiche e attente alle patologie dell'uomo contemporaneo. Si ricordano, tra i numerosi allestimenti, i suoi lavori su Strindberg (Il padre, 1976 e 1990; Il pellicano, 1980; Delitto e delitto, 1983; La signorina Julie, 1992-93) e sull'amato Shakespeare, cui dedica molta attenzione (Amleto, 1978, 1981 e 1984; Tito Andronico, 1982; Macbeth, 1987; Riccardo III, 1989; Otello, 1994); su Kleist (Anfitrione, 1979; Il principe di Homburg, 1982; Il duello, con un suo adattamento, 1993), Dostoevskij (Il sogno di un uomo ridicolo, 1981 e 1994), Cechov (Il gabbiano, 1979; Zio Vanja, 1990; Il giardino dei ciliegi, 1995; Platonov, 1997) e Schiller (I masnadieri, 1982; Don Carlos, 1983). Affascinato da scritture particolari ed efficaci, Lavia dirige anche Servo di scena, di Harwood (1980), Miele selvatico di M. Frayn (1985), Il diavolo e il buon Dio di J.-P. Sartre (1985), Oreste di V. Alfieri (1993), Il nipote di Rameau di D. Diderot (1976 e 1991), Bergman (Scene da un matrimonio, 1997 e il recente Dopo la prova). Codirettore del Teatro Eliseo di Roma dal 1980 al 1987, direttore del Teatro stabile di Torino dal 1997, Lavia è anche autore di regie cinematografiche, spesso interpretate dalla moglie Monica Guerritore (Il principe di Homburg, 1983; Scandalosa Gilda, 1984; Sensi ,1986; La lupa di G. Verga, 1995) e di regie liriche (Gluck, Verdi, Donizetti, Mascagni, Leoncavallo).