Unibo Magazine
"L'intento massimo del Fondo per l'Ambiente Italiano è educare alla bellezza, e le Giornate FAI di Primavera sono il momento in cui il nostro impegno diventa visibile a tutti". Sono queste le parole con cui Marina Forni, Capo Delegazione del FAI Bologna e vice presidente regionale del FAI Emilia-Romagna, presenta la 16° edizione delle Giornte FAI di Primavera, in programma per sabato 5 e domenica 6 aprile: un fine settimana in cui saranno aperti al pubblico, spesso in via eccezionale, ben 550 beni storici e artistici sparsi su tutto il territorio italiano.

Palazzi, ville, chiese, castelli, musei e molto altro aperti, spiega l'Assessore comunale alla Cultura Angelo Guglielmi, "per tenere in valore lo sconfinato patrimonio artistico e paesaggistico che il nostro paese possiede: un'occasione per incrementare la consapevolezza e il rispetto per questa nostra straordinaria ricchezza".

A Bologna, come già accaduto in passato, la protagonista sarà l'Università, che per l'occasione aprirà le porte di due dei suoi palazzi storici più prestigiosi: Palazzo Malvezzi Campeggi, sede della Facoltà di Giurisprudenza (Via Zamboni, 22), e Palazzo Marescotti Brazzetti, sede del Dipartimento di Musica e Spettacolo (Via Barberia, 4).

"Due bellissimi palazzi di origine senatoria trasformati in sedi universitarie", racconta Cecilia Ugolini, responsabile dell'organizzazione. Gli edifici saranno aperti al pubblico sabato 5 e domenica 6 aprile, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30. "Ogni dieci minuti, in entrambi i palazzi, potranno entrare gruppi di 25 persone che parteciperanno a visite guidate condotte grazie all'impegno di 20 guide del FAI e ben 147 studenti delle scuole superiori, organizzati in coppie, che hanno adirito alla nostra iniziativa 'Apprendisti ciceroni'".

Costruito nella prima metà del '500 dalla famiglia Malvezzi Campeggi, l'attuale sede della Facoltà di Giurisprudenza, presenta una serie di sale al piano nobile con soffitti affrescati da Vittorio Maria Bigari e Giovanni Benedetto Paolazzi, oltre agli stucchi di Carlo Nessi e Giuseppe Mazza e alle tempere di Carlo Lodi e Antonio Rossi che ornano il magnifico Salone delle Armi. "Per la Facoltà di Giurisprudenza - spiega il prof. Giovanni Luchetti - queste Giornate sono un'occasione importante che ci dà anche modo di comunicare con la cittadinanza. La scelta di Palazzo Malvezzi cade poi particolarmente a proposito anche vista la volontà da parte della Facoltà di avviare un nuovo restauro artistico, dopo quello degli anni '70-'80 che si era concentrato principalmente sull'aspetto didattico".

Un ampio restauro è stato invece appena concluso sull'altro edificio che resterà aperto il prossimo fine settimana: Palazzo Marescotti. "Quest'anno - spiega la prof.ssa Elena Tamburini - abbiamo avuto la gioia di poter tornare nella sede storica del nostro Dipartimento, dopo diversi anni di restauro. E ci torniano con la consapevolezza di essere custodi di questo edificio e dei suoi tesori". La famiglia senatoria Marescotti Calvi costruì il Palazzo all'inizio del '500. L'edificio venne poi sottoposto tra il 1680 e 1687 ad una grande ristrutturazione guidata dall'architetto Gian Gaicomo Monti, a cui si deve il bellissimo scalone scenografico. Non mancano anche in questo caso i soffitti affrescati, e il Salone delle Feste, ornato da stucchi e una composizione con figure allegoriche, mostra alle pareti episodi storici, ritratti e allegorie dipinti da Giuseppe Antonio Caccioli all'inizio del '700.

A conclusione delle Giornate FAI di Primavera a Bologna, proprio la sede del Dipartimento di Musica e Spettacolo ospiterà (domenica 6 aprile, ore 18,30) il Concerto per il FAI: musiche per pianoforte di Schubert, Brahms, Moszkowski, eseguite a quattro mani da Anna Scalfaro e Nicola Badolato.

Partecipando alle Giornate FAI di Primavera sarà possibile aiutare direttamente il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano nella sua attività di conservazione, recupero e tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del nostro paese. Ogni visitatore potrà infatti diventare "Mecenate per l'Italia", donando un contributo in occasione delle visite ai monumenti, oppure decidendo per l'adesione annuale alla Fondazione.