Nella fertile valle di Islahiye, fra le catene del Tauro e dell'Amano, si trova Tilmen Höyük, un sito archeologico di eccezionale monumentalità risalente alla prima metà del II millennio a.C. Negli anni '60, scavi archeologici turchi avevano portato alla luce solo una piccola parte delle antiche meraviglie di questo sito. Le scoperte più recenti sono dovute a un recente progetto di ricerca del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, i cui risultati verranno presentati martedì 10 luglio, alle ore 9,30, presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali di Bologna (Viale Fanin, 44). Il convegno, dal titolo "Archeologia e ambiente: un approccio multidisciplinare. Il caso di Tilmen in Turchia", vedrà la partecipazione di coloro che sono stati in prima linea nello sviluppo di questo progetto.
Sotto la direzione del Prof. Nicolò Marchetti, quello che era iniziato come un ambizioso progetto di scavo nel sito della provincia turca di Gaziantep, si è potuto evolvere in un eccellente progetto di collaborazione euro-mediterranea, per la tutela e la valorizzazione del territorio, non solo da un punto di vista archeologico, ma anche ambientale.
Grazie alla collaborazione fra le Facoltà di Agraria, coordinata dai docenti P. Rossi, M. Speranza, P. Catizone, M. Bittelli, e di Ingegneria, con G. Bitelli e L. Vittuari, di Bologna, quella di Architettura di Genova, con M. B. Spadolini, S. Musso, G. Franco, N. Casiddu ed E. Rosa, di Scienze di Adana, con H. Çakan, delle Belle Arti di Marmara, con M. Eti, e di Lettere di Istanbul, con G. Umurtak e R. Duru, si è dato il via a un progetto multidisciplinare di grande portata: la realizzazione di un parco archeologico e ambientale per la valorizzazione e gestione del sito, nato dall’amichevole collaborazione fra Italia e Turchia.
"La zona di Tilmen non ha portato a scoperte solo per noi archeologi: gli studiosi di fisica del terreno e botanica vi hanno infatti potuto ritrovare rare specie, come per esempio un tipo di quercia resistente alla siccità (Quercus Brantii)" ha spiegato il prof. Marchetti, docente presso il Dipartimento di Archeologia dell'Alma Mater.
Tra il 1997 e il 2000 era stato impegnato negli scavi di Gerico in Palestina, ma la difficile situazione politica non aveva permesso la continuazione del progetto di ricerca. Approdato all'Ateneo di Bologna nel 2001, il Prof. Marchetti ha promosso e diretto gli scavi di Tilmen: in sole quattro campgne di scavi sono stati ritrovati spettacolari monumenti e reperti del 1700 a.C., quali templi e fortezze alte oltre quattro metri, palazzi reali in cui è ancora individuabile la posizione del trono e persino una stele scolpita con il dio della tempesta e il visir della città.
Grazie al partner scientifico Ecosearch (V. Fortunati, L. Berichillo, D. Zorgnotti), è stato possibile installare un apparato di telecontrollo sul sito che effettua un monitoraggio continuo sia della statica delle strutture antiche, sia delle condizioni del suolo e meteo informando in tempo reale tramite web i responsabili delle unità sui cambiamenti in corso. Un kit di controllo che è stato appositamente sviluppato per questo sito, ma che data la sostenibilità del costo, rende possibile la replica di questa esperienza anche in molti altri siti, al pari delle coperture per le aree di scavo e delle altre installazioni fisse.
"I punti chiave di questo progetto sono stati: modernità, efficienza, contenuto tecnologico e sostenibilità", ha poi continuato il Prof. Marchetti "Quello che è stato realizzato è un progetto concreto di collaborazione multilaterale fra Paesi, Università e partners scientifici". Il lavoro si è potuto concretizzare fino in fondo sia perchè rientrato nei finanziamenti del MIUR come progetto FIRB 2003, ma anche per l'efficenza delle autorità turche e dei partners di ricerca: "Il 17 ottobre inaugureremo il Parco di Tilmen solo grazie all'affiatamento con cui tutti hanno condotto questa esperienza senz'altro eccellente".
La giornata di martedì 10 luglio, in cui saranno presentati i risultati raggiunti dal progetto di cooperazione euromediterranea, sarà dedicata a Giovanni Battista Graziani, uno studente che ha collaborato attivamente alla realizzazione del parco e che è venuto a mancare pochi giorni fa in un incidente motociclistico, dopo essere rientrato da una borsa Socrates di un anno presso l’Università di Istanbul.