Nuovo riconoscimento internazionale allo scienziato bolognese Vincenzo Balzani, innovativo creatore di macchine molecolari, unico italiano a svettare da quasi dieci anni nelle classifiche dei cento chimici più influenti della ricerca mondiale. L’Accademia europea delle scienze (Eas) ha infatti deciso di conferirgli la medaglia Blaise Pascal per il suo personale contributo alla scienza e alla tecnologia e la promozione dell’eccellenza nella ricerca e nella formazione.
Balzani, professore al dipartimento Ciamician dell’Università di Bologna, è il terzo italiano e il primo studioso bolognese a ricevere la medaglia, da quando nel 2003 venne istituita. Sarà premiato, insieme ad altri cinque scienziati stranieri, nel corso di una cerimonia ufficiale che si terrà venerdì 6 novembre, dalle 9 all’Accademia delle scienze di Bologna (via Zamboni, 31), a margine dell’assemblea generale dell’Eas.
La giornata, aperta da un saluto, tra gli altri, del nuovo rettore Ivano Dionigi, vedrà anche l’assegnazione di una speciale medaglia Leonardo da Vinci in onore del premio Nobel Rita Levi Montalcini.
La medaglia a Balzani è un "riconoscimento - si legge nelle motivazioni - del suo notevole lavoro per introdurre principi innovativi nella progettazione, costruzione e studio di macchine e dispositivi molecolari, nell’ambito dell’approccio bottom-up alla nanotecnologia. L’aspetto originale di questa ricerca è l’idea che il concetto di dispositivi macroscopici possa essere esteso a livello molecolare, e che sia possibile progettare sistemi supramolecolari capaci di svolgere specifiche funzioni grazie a stimoli esterni di energia, in particolare solare".
Vincenzo Balzani, nato a Forlimpopoli (Forlì-Cesena) nel ‘36 e da quasi un cinquantennio attivo nell’Alma Mater, è uno dei ricercatori di punta della comunità scientifica bolognese. Nel 2004 la prestigiosa rivista scientifica Science lo consacrava come inventore, insieme ad Alberto Credi e Serena Silvi, sempre dell’ateneo di Bologna, della nano-macchina più forte del mondo: un ascensore molecolare capace di sollevare un peso 3mila miliardi di volte superiore al proprio. Qualche anno più tardi fu la volta di Sunny, il motore molecolare ad energia solare più veloce del mondo, in grado di superare i 60mila giri al minuto, migliorando di oltre un milione di volte le prestazioni dei suoi predecessori, senza neanche produrre residui di scarico. Nessuno conosce esattamente le ricadute future di queste creazioni. Forse le nano-macchine artificiali potranno essere assemblate per ottenere effetti a livello macroscopico, o tornare utili, solo per fare un esempio, nel trasporto di farmaci attraverso membrane cellulari. Di sicuro sono un primo tentativo dell’uomo di imitare la grande varietà di macchine molecolari presenti in natura con ruoli chiave in molti processi.
Seriamente preoccupato delle sorti del pianeta e dei suoi abitanti, Balzani ha scritto, insieme al collega Nicola Armaroli, libri divulgativi di successo come "Energia per l’astronave terra" (Zanichelli, pagg 239, 11,50 euro), e si è fatto promotore di una petizione di oltre mille scienziati e professori universitari a favore dell’energia solare e contro il rilancio del nucleare.