E' architetto dal 1975 e le sue opere si possono vedere a Braga, a Lisbona, a Coimbra e in molte altre città: l'elenco è lungo. Gonçalo Byrne sarà mercoledì 31 (ore 17,30) nell'Aula Prodi di San Giovanni in Monte (piazza San Giovanni in Monte, 2) per il primo appuntamento del ciclo "Architetture possibili", promosso dalla Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" e dall'Autc - Area dell'Ufficio Tecnico dell'Alma Mater.
L'incontro è incentrato su "L'architettura delle istituzioni", ambito in cui il maestro portoghese ha realizzato importanti opere, riflettendo anche sul piano teorico, nella doppia veste di progettista e docente universitario, rispetto al rapporto tra ambiente fisico e affermazione dei valori di una comunità accademica. Il ciclo "Architetture possibili" nasce del resto dalla necessità di stimolare una riflessione sulla qualità dell’architettura pubblica.
Sempre più spesso si assiste ad uno scollamento tra la qualità dell’architettura pubblica e le necessità di identificazione culturale da parte dei committenti. Nei migliori dei casi prevale un’affermazione della personalità del progettista, tutta schiacciata sul sistema della comunicazione, in altri casi il tema dell'identificazione tra i valori di un’istituzione e la loro traduzione in architettura rimane schiacciato dai meccanismi di attribuzione degli incarichi di progettazione: in Italia troppo spesso non orientato alla ricerca della qualità, quanto piuttosto dominato da considerazioni quantitative sulla rapidità dei tempi e sulla economicità delle prestazioni.
Gli architetti e i progettisti internazionali che saranno protagonisti del ciclo, nella loro carriera hanno affrontato progetti destinati all’edilizia pubblica (in particolare quella universitaria), riuscendo a fornire un punto di vista qualificato sull’architettura civile. Il prossimo appuntamento sarà con Gianni Braghieri (14 aprile); si parlerà, appunto, di "Architettura civile".