Unibo Magazine
Guido Horn d'Arturo nacque nel 1879 a Trieste da famiglia ebrea. Dopo la morte del padre, Arturo crebbe con il nonno Raffaele Sabato Melli, rabbino della città. La formazione culturale, mitteleuropea, gli umori della Trieste di Svevo austroungarica eppure profondamente italiana, contribuirono alla definizione della personalità di Horn d'Arturo, che fu un intellettuale dai molteplici interessi, sempre pronto ad aprirsi al nuovo.

A Bologna, dove fu chiamato nel 1921 alla direzione dell'Osservatorio astronomico universitario e alla cattedra di Astronomia, risanò l'Osservatorio rinnovandone l'apparato strumentale, grazie alla donazione di un appezzamento di terreno a Loiano dove potè costruire la moderna stazione osservativa extraurbana dell'Osservatorio.

L'avventura bolognese si interruppe per sette lunghi anni: Horn d'Arturo, ormai sessantenne, venne cacciato dalla follia razzista fino a quando, nel dopoguerra, venne reintegrato nel suo incarico e nella sua casa, all'interno dell'Osservatorio. Si occupò della rivista Coelum, fondata nel 1931 e da lui diretta fino alla sua morte: nel 1967 fu la prima rivista in Italia a proporre la divulgazione dell'astronomia. Alla rivista collaborarono i maggiori astronomi dell'epoca. Horn d'Arturo morì nel 1967, circondato dall'affetto di parenti, allievi e amici tra cui si ricorda il pittore Giorgio Morandi, che con lui giocava lunghe partite a scacchi.