Unibo Magazine

La Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna e l’Harvard School of Public Health coopereranno alla realizzazione di progetti di ricerca e corsi di elevata specializzazione. L’accordo, siglato dal Preside di Medicina, Maria Paola Landini, e dal Preside dell’Harvard School of Public Health, Barry Bloom, partirà già nelle prossime settimane con la collaborazione tra le unità operative impegnate nel campo della Medicina del Lavoro.

"Lavoreremo su due fronti – spiega Francesco Saverio Violante, Direttore dell’Unità operativa di medicina del lavoro al Policlinico Sant’Orsola -. Studieremo nuovi biomarcatori del tumore del polmone e condurremo un’indagine sugli effetti dell’esposizione della popolazione al particolato contente silice libera, una sostanza che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito nell’elenco dei cancerogeni umani". Partner del prof. Violante sarà David Christiani, uno dei pionieri dell’epidemiologia molecolare, la disciplina che studia l’interazione tra gli agenti inquinanti predisposizioni genetiche dei singoli individui. Christiani, che in carriera ha già studiato numerosi marcatori biologici per lo studio delle patologie indotte dall’inquinamento (tumori della pelle, vescica e polmone e malattie dell’apparato respiratorio), ha da poco ricevuto un finanziamento di tre milioni di dollari dal National Heart, Lung, and Blood Institute per studiare le interazioni gene-ambiente nell’insorgenza della Sindrome da Di stress Respiratorio Acuto, una patologia che uccide 170mila persone all’anno solo negli Stati Uniti.

Il terreno dell’accordo – la Medicina del Lavoro – è uno dei settori di ricerca più dinamici degli ultimi anni. "Le patologie legate all’inquinamento – spiega infatti Violante – si stanno diffondendo anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Patologie una volta confinate ai lavoratori delle miniere, oggi, a causa delle polveri prodotte dal traffico e dal riscaldamento, affliggono l’intera popolazione. Non è quindi un caso se uno dei progetti di collaborazione con Harvard riguarda proprio un’indagine estesa all’intera popolazione. Noi a Bologna ci occuperemo della raccolta dei dati, mentre nei laboratori di Harvard realizzeranno la maggior parte delle analisi".

"Avviata la collaborazione nel campo della Medicina del Lavoro – conclude Landini - l’accordo tra Bologna e Harvard si potrà rapidamente estendere anche ad altri settori dove i due Atenei hanno interessi di ricerca comuni al fine di agganciare sempre di più la realtà medica bolognese a quelle più avanzate del mondo".