Unibo Magazine
Dove sono finiti i piatti tipici delle tradizioni regionali e locali? Sommersi e cancellati da hamburger, fast food, cucine etniche e ristoranti raffinati. Scomparsi con l'appiattimento generalizzato dei sapori, svaniti con la perdita del "rito della tavola", conseguenza della fretta perenne e della velocità con cui ormai, cronici bianconigli, consumiamo i pasti principali della giornata.

Partendo esattamente da queste considerazioni l'"Associazione per la tutela e valorizzazione del patrimonio cucinario gastronomico tipico d'Italia" ha dato vita al progetto Home Food, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e in collaborazione con l'Università di Bologna.

Home Food non si occupa semplicemente di valorizzare i prodotti tipici locali e regionali, ma a questi aggiunge l'elemento essenziale e fondamentale del contesto: l'ambiente casalingo della tradizione. "Il prodotto tipico in sé non è abbastanza", spiega Egeria Di Nallo, direttrice del Dipartimento di Sociologia e della Scuola di alta formazione Enogastronomica. "L'elemento fondamentale è l'elaborazione del prodotto e perciò la sapienza cucinaria che si tramanda all'interno delle famiglie". Qui, dunque, entra in gioco la caratteristica che rende Home Food un progetto unico nel suo genere: i piatti e i sapori tradizionali che vengono riscoperti sono consumati direttamente nelle case in cui vengono preparati. Le padrone di casa, le "cesarine" della tradizione, depositarie dei segreti cucinari familiari, tutte iscritte all'associazione, accolgono gli ospiti, anch'essi soci di Home Food, nelle sale da pranzo delle loro case e cucinano menù fissi di piatti tipici del luogo. Le uniche variazioni nelle portate sono dettate dal mutare delle stagioni e, dunque, della disponibilità dei prodotti nei diversi periodi dell'anno. Popolare, borghese, signorile e principesco sono i quattro percorsi che si possono incontrare lungo gli itinerari di Home Food, elaborati in base ai "livelli sociali" cui tradizionalmente erano destinati i diversi piatti tipici.

I soci Home Food, quindi, hanno la possibilità di compiere un vero e proprio viaggio attraverso l'Italia, per riscoprire i sapori delle cucine tradizionali direttamente nell'ambiente domestico e familiare in cui i piatti vengono cucinati e le ricette tramandate. "I ristoranti sono aziende e hanno necessità e obiettivi ben precisi", continua ancora la professoressa Di Nallo, "noi non siamo assolutamente contrari, semplicemente ci interessa valorizzare un contesto diverso, che porta valori differenti".

Quattro sono, in conclusione, gli obiettivi del progetto Home Food: rivalutare la cucina tradizionale di casa, riscattare quei piatti tipici che a causa di una diffusione generale hanno perso l'identità originaria,  riscoprire i cibi tipici tradizionali dimenticati, coniugare, infine, le preparazioni tipiche dei diversi territori per creare una vera e propria Cultura Cucinaria Tipica Nazionale.