Terza edizione per il roBOt Festival, l’evento bolognese che esplora i nuovi territori della musica e dell’arte digitale. Ibridazione, ovvero l’integrazione, sempre più avanzata e pervasiva, tra uomo e macchina, è il tema al centro della programmazione di quest’anno. Un cartellone di workshop, conferenze e soprattutto musica live che partirà mercoledì 15 e si chiuderà venerdì 18 settembre.
In questo contesto si inseriscono appuntamenti come il workshop "Multimedia Art >Estensioni del sistema nervoso", che ha fra i suoi ospiti Lelio Aiello (direttore artistico di work.lab), gli artisti Bianco-Valente, Silvia Grandi (critica d’arte e docente all'Università di Bologna), Antonio Puglisi (direttore artistico di roBOt e dj) e Paolo Rosa (Studio azzurro). Oppure il seminario curato da Roberto Marchesini, che ha come tema le ibridazioni ed evoluzioni del post human.
Le danze si aprono con uno degli eventi più attesi della rassegna: il progetto di Noze e Dani Siciliano (mercoledì 15 al Teatro Comunale). Due dj francesi e una band di musicisti jazz e funk, più la voce della californiana Dani Siciliano, musa ispiratrice di Matthew Herbert. In apertura, il live di Jon Hopkins, compositore britannico e autore di collaborazioni e remix per artisti del calibro di Brian Eno ed Herbie Hancock. Finito l’appuntamento al Comunale, Dani Siciliano e Noze si sposteranno poi al Kindergarten (via Calzoni, 6) per un afterparty aperto dai dj Pasta Boys.
Il programma proseguirà poi andando ad occupare le sale di Palazzo Re Enzo e quelle del Link e del Cassero. Giovedì 16, proprio a Palazzo Re Enzo, saranno presentati i progetti selezionati dal bando Call4Robot: lavori artistici che mischiano pittura, performance, fotografia, scultura con i i ritrovati tecnologici e digitali di nuova generazione. La sezione musicale sarà animata dai live di Luca Trevisi aka LTJ & Memoryman aka Dj Uovo, uno dei membri dei Pasta Boys, di Andrea Sartori e di Bass Cleff. La serata continuerà poi al Cassero con un programma internamente dedicato alla new disco. Headliner della serata sarà Daniele Baldelli; insieme a lui il norvegese Diskjokke, il dj resident Wawashi e Cevo, dj della Discomobile, staff partner di roBOt Festival in questa serata.
Venerdi Palazzo Re Enzo ospiterà la parte più sperimentale della kermesse. Oltre ai progetti di Call4roBOt il Salone del Podestà accoglierà Robot Koch feat. Grace, producer berlinese che citerà con inconfondibile gusto il soul, il funk, il jazz
e l'hip hop più avanguardista. Ad aprire la performance ci sarà la techno-dub minimale del duo Weight & Treble, supportata per l’occasione dalla voce di Suz. Seguiranno il live dei King Midas Sound e una sezione dedicata al contesto più dance del panorama elettronico italiano con i dj set di Calma vs Nmt, The Electricalz e Fabrizio Maurizi. Grande novità della terza edizione di roBOt festival sarà la collaborazione con la Redbull Music Academy, con una sala dedicata che ospiterà Katzuma, pseudonimo dietro il quale si cela Deda, già nella band hip-hop Sangue Misto, oltre a Tobor experiment e AD Bourke. Il resto della serata sarà al Link: ospite d’eccezione Philippe Zdar, membro dei Cassius, band che è riuscita nell’arduo compito di portare la house intelligente fino alle classifiche di Mtv. Ad accompagnarlo ci saranno gli Elektro Guzzi, Jesse Rose e i bolognesi Dance or Die.
L'ultimo giorno di festival, sabato 18, ospiterà a Palazzo Re Enzo i live di Uwe Schmidt, in arte Atom Tm, uno che mastica macchine analogiche e non fin dagli anni ’80, Donnacha Costello e, nella Sala del Capitano, ancora il meglio della dancefloor italiana con Romano Alfieri, Linuz, Step&Rills e Unzip Project. Per la sezione Red Bull Music Academy toccherà ad Alan1, Katzuma e Dicofone. La festa di chiusura sarà al Link, con una serata tutta dedicata alla techno nella sua accezione più pura. Ci saranno Reboot, Ilario Alicante e, per il terzo anno consecutivo, Tobi Neumann, alfiere della minimal tedesca in terra straniera.
Venerdì e sabato, inoltre Palazzo Re Enzo sarà palcoscenico di Relational Landscape, un'installazione ambientale frutto del laboratorio work.lab curato per déjà.vu e roBOt dalla coppia di artisti italiani Bianco-Valente. Il laboratorio, realizzato all'Accademia di Bologna, ha visto coinvolti quattordici giovani artisti e studenti provenienti dall'Accademia di Bologna, dal Dams e dal Conservatorio e ha avuto come campo d'azione la città nei suoi aspetti relazionali, fra le persone e le persone e gli eventi.