Ancora una volta, un importante riconoscimento internazionale per la ricerca scientifica dell'Alma Mater. Nel corso della recente "ICAMPAM - International Conference on Ambulatory Monitoring of Physical Activity and Movement", tenutasi dal 21 al 24 maggio scorsi a Rotterdam, è stata infatti una ricercatrice dell'Università di Bologna ad aggiudicarsi l'unico premio previsto.
Si tratta dell'ing. Martina Mancini, dottoranda in Bioingegneria, che ha presentato la ricerca "Wereable inertial sensors detect anticipatory postural adjustments prior to step initiation in early Parkinson's disease", lavoro che le ha permesso di aggiudicarsi il Best Poster Award: un riconoscimento prestigioso non solo perchè assegnato all'unanimità, ma anche per la rilevanza dell'appuntamento, quest'anno alla sua prima edizione.
Circa 250 ricerctori di diversi paesi, innovazione dei contenuti scientifici: queste le ragioni del successo della Conferenza di Rotterdam, che si è già ritagliata un ruolo decisivo nel contesto internazionale. E' stata infatti questa la prima occasione in cui ricercatori, tecnici e medici hanno potuto discutere del monitoraggio della deambulazione. Un complesso ambito di ricerca, analizzato a Rotterdam nei suoi diversi aspetti. Le esperienze professionali coinvolte non sono state solo la ricerca tecnologica, ma anche la medicina, la fisioterapia, fino allo sport, la fisiopsicologia e l'ergonomia.
La ricerca presentata da Mancini, che si concentra sull'analisi del portamento e della postura nello stadio iniziale del morbo di Parkinson, è un un ulteriore esempio di collaborazione con soggetti internazionali: è infatti il risultato della sinergia tra il DEIS, gruppo di Bioingegneria dell'Alma Mater e un istituto statunitense, il Neurological Sciences Institute della Oregon Health & Science University di Portland. Coordinata a Bologna dal prof. Lorenzo Chiari, la ricerca si è sviluppata grazie ai finanziamenti della Kinetics Foundation di Los Altos, California.