Nei prossimi quarant’anni si vivrà ancora più a lungo di oggi. Ma la notizia è buona solo a metà. Infatti, nei prossimi decenni il rischio di povertà tra gli anziani (e non solo loro per la verità) potrebbe crescere significativamente rispetto ad oggi. Quasi un quinto di coloro che andranno in pensione al 2050 avranno diritto ad una previdenza pubblica (quella derivante dai contributi versati durante l’attività lavorativa) addirittura inferiore all’assegno sociale (oggi pari a 450 euro). E anche la pensione integrativa – per chi se la può permettere – non sempre basterà ad ottenere un reddito adeguato ad una vita dignitosa. Le categorie più a rischio sono naturalmente i lavoratori precari o con impieghi discontinui, ma anche quelli autonomi. Anche le donne saranno penalizzate: oltre il 20% di loro avranno una pensione pubblica inferiore al livello di povertà. Anche sul versante sanitario non mancano i problemi, già oggi e non solo in futuro. Per quanto riguarda l’assistenza e le cure odontoiatriche, infatti, a fronte di un servizio pubblico largamente inadeguato, oltre il 90% di quanto si spende per visite e prestazioni dai dentisti, i cittadini lo sborsano direttamente dalle loro tasche: circa 4 miliardi di euro l’anno. Una cifra che cresce di anno in anno.
Sono questi i dati più significativi – ed allarmanti – messi in evidenza dalle due ricerche, realizzate dal Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna in collaborazione con la Fondazione Unipolis (Gruppo Unipol), nell’ambito della convenzione in atto tra la stessa Fondazione, l’Ateneo bolognese e la FAM, finalizzata a promuovere attività di ricerca da parte di giovani studiosi. I risultati di queste due ricerche, anticipati oggi alla stampa – e che saranno presentati giovedì 25 novembre 2010 alle 17 in un incontro pubblico nell’Aula Magna della facoltà di Economia non si limitano ad un’analisi della situazione e delle prospettive nei due settori esaminati, ma avanzano indicazioni e possibili interventi per cercare di contenere gli effetti più negativi e per promuovere politiche più avanzate e innovative dal punto di vista economico e sociale.
Occorrono interventi – dicono i ricercatori - in grado di affrontare non solo la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale dal punto di vista del bilancio pubblico, ma anche la sua efficacia sociale. Per questo diventa sempre più necessario puntare sulla previdenza integrativa, in modo che possano garantirsi una vecchiaia più sicura e serena prestando attenzione alla copertura dal rischio di variabilità dei rendimenti realizzati dai fondi pensione sui mercati finanziari. Per quanto riguarda l’odontoiatria, viene avanzata la proposta di definire modelli innovativi di collaborazione tra pubblico e privato, per esempio attraverso la costituzione di fondi sanitari su base territoriale, che avrebbero il vantaggio di avere costi più contenuti e di poter garantire prestazioni più qualificate ai cittadini.