Giovedì 14 aprile, dalle 11 alle 18 nel Salone di Palazzo Marescotti, si terrà il seminario "Utopia rappresentativa e grana del suono: il teatro musicale di Salvatore Sciarrino dal 1998 al 2010", secondo appuntamento della serie di iniziative dedicate alla ricerca musicologica e alla didattica della musica, a cura di Paolo Cecchi e Carla Cuomo nell’ambito delle attività del Centro La Soffitta del Dipartimento delle Arti dell' Università di Bologna.
Al seminario - che è frutto di una collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale» e con il Teatro Comunale di Bologna - sarà presente anche Salvatore Sciarrino, uno dei maggiori compositori attivi a livello internazionale. Un ideale complemento dell’incontro di studio sarà costituito dal nuovo allestimento dell’opera "Luci mie traditrici" che andrà in scena al Teatro Comunale di Bologna dal 14 al 17 giugno.
Sin dai suoi primi lavori per il teatro musicale, Sciarrino ha seguito strade assai lontane dalla tradizione operistica comunque aggiornata, nel costante tentativo di realizzare un teatro in suoni il cui centro espressivo e drammatico fosse costituito dagli aspetti inespressi, fuggevoli, a tratti “indicibili” dell'esperienza soggettiva. Il rifiuto di un intreccio e di una narrazione chiaramente definiti, la mancanza di una corrispondenza tra ruoli vocali e personaggi, la frammentarietà e la circolarità degli eventi musicali e scenici caratterizzano infatti gran parte delle sue realizzazioni teatrali.
Il seminario è dedicato agli ultimi lavori per il teatro musicale di Sciarrino - da "Luci mie traditrici" del 1998 a "Superflumina" del 2010 - partiture nelle quali a tratti riaffiorano sia una parvenza di continuità narrativa, sia una sia pur deformata individuazione psicologica dei personaggi, mentre il linguaggio compositivo e la tecnica della scrittura si concentrano con sempre maggiore radicalità – in una crescente economia dei mezzi impiegati - sulla giustapposizione e sovrapposizione di poche figure e costellazioni musicali continuamente variate, su una vocalità dall’andamento spesso ipnotico e circolare, sulla mobilità e la continua diffrazione del timbro e della materia del suono.