Suoni dal mondo è stato fino all'anno scorso un festival dedicato alle musiche etniche italiane e straniere, promosso dal Dipartimento di Musica e spettacolo dell'Alma Mater. Quell'esperienza è ora racchiusa nel programma della rassegna CIMES: una serata, venerdì 2 dicembre, ore 21,30, nei Laboratori DMS (via Azzo Gardino, 65/a), curata dall'etnomusicologo Nico Staiti, e dedicata in questa edizione a Danze, rituali, suoni al confine tra maschile e femminile.
Spiega Staiti: "Nel concerto verranno messe in scena due tradizioni: quella del Kosovo e quella di Meknés, antica capitale nel nord del Marocco. La prima, già ospitata in passate edizioni del Festival Suoni dal Mondo, è qui rappresentata da una coppia di cantori e suonatori di tamburello, uomo e donna, che eseguono le musiche dei riti femminili. La seconda, finora del tutto sconosciuta alle sale da concerto e agli studi etnomusicologici, è quella dei 'figli di Melikà': sei suonatori e cantori travestiti, che suonano per la trance delle donne nel corso delle feste di nozze e delle celebrazioni di Melikà (la Regina), spirito femminile della grazia e dell’eleganza, ma anche della trasgressione e della libertà".
Riti simili sono documentati in diverse parti del mondo, dall'India all'Iraq, dalla Turchia a Portogallo, e derivano da una lunga tradizione storica. "Antecedenti storici di queste tradizioni sono i riti dedicati a divinità femminili, in specie a Cibele, i cui officianti - detti in latino appunto effeminati - si vestivano da donna e suonavano il tamburello. Le tracce archeologiche e letterarie di queste tradizioni risalgono all’VIII secolo a.C., e interessano un’area che va dalla Persia a tutto il Mediterraneo. Ulteriori diffusioni e riplasmazioni di questi riti sono dovuti, in area ottomana, alla cultura dell’harem e al ruolo degli eunuchi nell’intrattenimento femminile".
L'ingresso alla serata è libero e aperto a tutti, con ritiro di coupon gratuiti distribuiti la sera stessa ai Laboratori DMS, dalle ore 19 fino ad esaurimento posti.