Unibo Magazine
Il dibattito sul "degrado" della zona universitaria sta rivelando posizioni contraddittorie, talvolta radicalizzate da titoli giornalistici quanto meno forzati. Al contrario, l’atteggiamento dell’Ateneo nei confronti del problema "Piazza Verdi" - come peraltro dichiarato ieri ad un quotidiano dal Prorettore agli studenti prof.ssa Paola Monari - è ben diverso.
Il problema del degrado di Piazza Verdi non si risolve semplicemente trasferendolo all’interno dei cortili dell’Ateneo, tutt’altro, tanto più in quanto i luoghi universitari sono eminentemente luoghi di studio e ricerca e dunque disponibili soltanto per i giovani che intendano frequentarli nel massimo rispetto di queste importanti funzioni culturali.

L’Università intende sperimentare qualche originale tentativo che si affianchi a provvedimenti che non rientrano nelle sue competenze e nelle sue capacità, e a questo scopo verranno emessi dei bandi che finanzieranno iniziative culturali da tenersi in alcuni spazi universitari.

Tali iniziative verranno rigorosamente selezionate sulla base della loro qualità culturale e quindi adeguatamente finanziate.

Con questo non intendo sottacere l’importanza del problema del degrado, visto che l’Università, i suoi studenti e il suo personale, sono le prime vittime di una situazione che poco ha a che fare con la sua presenza in queste strade. Ne è dimostrazione il fatto che nulla di simile si presenta negli altri, e numerosi, insediamenti universitari cittadini. Anche per questo non si dovrebbe chiedere all’Università di farsi carico di risolvere problemi di cui non ha alcuna responsabilità.

Pier Ugo Calzolari
Rettore