Il 17 dicembre si sono concluse le lezioni di due Corsi di Alta Formazione "Il clown al servizio della persona", organizzati dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, con la collaborazione del Teatro Comunale, della Fondazione Ater Formazione e con la partecipazione di tre facoltà: Scienze della Formazione, Scienze Motorie e Dams, rappresentate dai docenti: Alessandra Farneti, (Psicologia dello sviluppo, Scienze della Formazione) Piergiorgio Battistelli (Psicologia generale, Dams) e Roberto Farné (Scienze motorie, Pedagogia de gioco).
A distanza di quasi due mesi, il 16 febbraio Bologna dedica una giornata ai clown. Dalle ore 10.30 alle 14 i cittadini e le scuole sono invitati ad assistere ai giochi e alle acrobazie di Miloud Oukili - il giovane clown franco-algerino che attraverso l’arte circense ha permesso a centinaia di bambini abbandonati di uscire dai canali sotterranei di Bucarest per ricominciare a vivere - dei ragazzi di Parada, insieme agli allievi del corso di Alta formazione, all’Associazione Clown di Corsia, a giocolieri, prestigiatori ed equilibristi, animeranno Piazza Maggiore per tutta la mattinata.
Poi, dalle ore 15, artisti e pubblico si comporranno in una coloratissima parata che sfilerà per le strade della città. Testimonial d’eccezione della giornata, insieme al clown Miloud, il comico Alessandro Bergonzoni.
La giornata dei clown terminerà con lo spettacolo Il viaggio dei diversi, in scena alle 21 al Teatro Manzoni. Lo spettacolo, diretto da André Casca vede in scena, oltre allo stesso Casca, Elisabetta Piras, Il Massimo Mago e alcuni allievi del corso di Alta formazione "Il Clown al servizio della persona".
"Questi corsi - spiega la professoressa Alessandra Farneti -sono stati un vero e proprio esperimento, in quanto l’università non si era mai occupata, prima d’ora, della formazione dei clown".
"Il mio intento - prosegue Farneti - è di prendere le distanze dalla cosiddetta "comico-terapia" o "clown-terapia" per non ridurre la figura del clown ad un "animatore" d’ospedale e per farne un operatore sociale con una sua precisa specificità" .
"Il clowning ha - aggiunge -, ben altre possibilità in ambito formativo rispetto a quella di "sollevare l’umore" o di suscitare l’allegria e la risata. Se, infatti, si considera il clown solo come un attore che si rivolge ad un pubblico, allora il suo lavoro sarà prevalentemente quello di una sorta di animatore che si avvale delle tecniche del clowning. Ma se pensiamo al clown come ad un formatore che fa sperimentare ad altri tali tecniche, in un percorso che può avere livelli diversi di approfondimento, allora vediamo emergere la vera figura professionale che necessita di competenze non solo artistiche ma anche (e direi soprattutto) psicologiche e pedagogiche".
Dal punto di vista occupazionale, i risultati del corso di Alta formazione sono buoni sono buoni. Ci sono contratti di lavoro occasionale per alcuni allievi e le prospettive sembrano molto buone. Si tratta naturalmente di un profilo professionale tutto da definire e ci sono già alcune regioni che se ne stanno occupando (la capofila è la Toscana che ha ottenuto fondi europei per un totale di 810.000 euro da dividere su 6 regioni: Toscana, Liguria, Lazio, Calabria, Piemonte, Sardegna per la formazione di 30 clown di corsia).
La manifestazione dei Clown in città è organizzata da Associazione Gelsomina, Università di Bologna, Comune di Bologna-Cultura e rapporti con l’Università, Teatro Comunale, Fondazione Ater Formazione, con il contributo della Fondazione Carisbo.
L’ingresso è a offerta libera e il ricavato verrà devoluto alle associazioni che hanno accompagnato e sostenuto la realizzazione del corso di alta formazione (Ageop, Ant, Casa dei Risvegli "L. De Nigris", Fondazione Parada).
I biglietti sono disponibili all’Emporio della cultura, Piazza Maggiore 6 - tel 051 273501, tutti i giorni dalle 12 alle 19.