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Quando e da chi il libro, sia di antico regime tipografico sia frutto della più moderna e sofisticata strumentazione, è studiato e sotto quali forme? Quali conseguenze negli impianti storici e, dunque, nelle conquiste critiche raggiunte nei vari paesi europei? C’è una linea di demarcazione evidente che invita a separare la Storia del libro dalla Storia della stampa e dell’editoria, ad esempio? E ancora: tale Storia ha solo un valore cognitivo o invece ha guadagnato un nuovo, proprio e determinato statuto disciplinare?

A questi interrogativi risponderanno i maggiori specialisti europei, per la prima volta chiamati in Italia a un simile confronto, nell'ambito del ciclo di incontri "Storia del libro in Europa". Cinque lezioni magistrali, dal 12 maggio al 7 giugno, nella Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro, 22). Sarà un modo per capire di più e meglio e per alimentare le riflessioni sul libro, preparati a proseguire gli studi verso mete sempre più ambiziose.

In Italia vi sono insegnamenti di Storia del libro e varie ricerche sono frutto di studiosi provenienti da molte aree disciplinari. Anzitutto gli storici e gli italianisti che hanno con quella Storia un’antica liaison. Hanno offerto contributi gli storici sociali, quelli delle idee e quelli del diritto (con specifico riferimento alla normativa sulla tutela della proprietà letteraria), nonché i paleografi e gli storici della scrittura, specie per il mondo antico e bizantino; non mancano approcci di genere e altre forme di interpretazione della millenaria vicenda che va dal rotolo al codice, dal libro tipografico all’e-book.

La disciplina è affrontata nelle università e nei centri di ricerca, ma pure da bibliotecari che assolvono nei confronti del libro il compito della sua conservazione e, quindi, del suo studio storico, calato all’interno delle collezioni librarie.

Considerata la molteplicità di metodi, l’impianto disciplinare è anch’esso in continuo movimento: si propone come ricerca euristica a base filologica e come studio che muove dalle traiettorie bibliografiche, nel cui arco si colloca la maggior parte degli insegnamenti italiani.

La consapevolezza dei passi compiuti dalla Storia del libro in questi ultimi decenni non porta più a chiedersi da dove essa muova ma dove essa sia diretta. La Storia della scrittura e quella della lettura poi, scaturite dalla polla inesauribile delle ricerche sul libro, hanno guadagnato all’estero molti consensi e si impongono ormai quali collaudati ambiti specialistici di indagine.

Ma che ne è della disciplina in Europa, da dove provengono studi illuminanti e dalle molte sfaccettature, siano essi storico-critici siano ispirati ad un fondamento più specificamente bibliografico? La disciplina è incardinata nelle università o si persegue come studio che trova spazi all’interno di diversi contesti? Si confronta con il mondo bibliotecario?

Risponderanno cinque studiosi di fama internazionale: David McKitterick (Trinity College, Cambridge), Frédéric Barbier (École pratique des hautes études, Paris), Pedro M. Cátedra García (Universidad de Salamanca), Antonio Castillo Gómez (Universidad de Alcalá), Hans-Jürgen Lüsebrink (Universität des Saarlandes).