Unibo Magazine

"Un importante riconoscimento agli studi della nostra Università in questo ambito – ha detto Giuseppe Sassatelli, docente di Archeologia e Preside della Facoltà di Lettere – che farà del Dipartimento un punto di riferimento per gli studi nell’area padana settentrionale, con particolare attenzione alle città etrusche di Bologna, Marzabotto e Spina".

E la presentazione delle nuove scoperte a Marzabotto non poteva festeggiare meglio questo riconoscimento. Giovedì 22 giugno alle ore 18 ("rigorosamente dopo la partita dell’Italia"- precisano gli organizzatori) si terrà una conferenza nell’aula Prodi di San Giovanni in Monte, in cui il direttore degli scavi, Giuseppe Sassatelli, e il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, parleranno di alcune di queste novità.

E’ difficile resistere senza anticiparne qualcuna. La prima è quella intorno all’antico nome di Marzabotto. Già da anni circolavano dubbi sul nome di Misa attribuito alla città etrusca a partire dal Settecento. "Il nome – spiega Sassatelli- desunto dalla Piana di Misano era stato dato degli eruditi. Ma già Mansueli, negli anni Sessanta, nutriva forti dubbi che si chiamasse veramente così". Il ritrovamento di una iscrizione votiva ha finalmente svelato che gli etruschi la chiamavano Kainua. "E per noi – prosegue Sassatelli – questo è un nome parlante. Si tratta della trascrizione dal greco di ‘kainon’ ossia nuovo. Gli etruschi chiamavano Marzabotto La nuova, e questo testimonia la novità del suo assetto urbanistico".

Ma quella del nome non è l’unica scoperta dello scavo, attivo già da 4 anni. L’altra, non meno importante anche per il suo significato storico, è il ritrovamento di un grande tempio a colonne, di 25 metri di diametro. "Simile a quelli di Poseidonia, Pestum e Selinunte, il tempio – anticipa Sassatelli – era dedicato a Tina, il nome etrusco di Zeus. Si trovava nel centro della città e questo ritrovamento induce ora a porci delle domande sulle funzioni di questo tempio rispetto a quelli dell’acropoli".

Tutte curiosità che la conferenza non farà altro che alimentare e che indurranno molti a voler vedere con i propri occhi. Per questo nelle giornate di sabato e di domenica (24 e 25 giugno) laureati e laureandi, che lavorano attorno allo scavo, si renderanno disponibili per alcune visite guidate (nel corso della conferenza è possibile ritirare i coupon gratuiti).

"Proprio nella divulgazione e nella valorizzazione di queste scoperte, permettendo anche al visitatore di avere un senso dell’alzato, si concentreranno – anticipa Sassatelli – gli sviluppi futuri di studio del cantiere".

Scavo che non sarebbe possibile senza il sostegno attuale e futuro della Fondazione Carisbo. "Un impegno che la Fondazione  - conclude Fabio Roversi Monaco- non intende far venir meno. Già nell’Alto Medio Evo  la valle del Reno era abitatissima. E nel corso dei secoli le testimonianze storiche si sono susseguite. Di qui l’impegno per valorizzare tutta questa vallata, ricchissima di storia. Si tratta di un tassello importante anche per il futuro del Museo della Città".