Era il 24 maggio di 4 anni fa quando Angelo D’Arrigo riuscì nell’impresa: sorvolare con un deltaplano privo di motore il monte Everest. A quattro anni di distanza, sabato 24 maggio, la II Facoltà di Ingegneria, nel corso di una cerimonia presso l'Aula Magna "Salvatore Scalas" di Forlì, alle ore 11, consegnerà il Sigillo d'Ateneo d'argento a Laura Mancuso D’Arrigo, moglie dell’aviatore scomparso in un incidente di volo nel marzo 2006 all’età di 44 anni. L’iniziativa è stata deliberata nel Consiglio di Facoltà del 31 gennaio e promossa dal Rettore, dal Preside della II Facoltà di Ingegneria, prof. Franco Persiani e dal prof. Roberto Guidorzi. Alla cerimonia saranno presenti molte autorità del mondo aeronautico e le massime autorità cittadine.
D’Arrigo è noto per imprese straordinarie, ritenute in passato addirittura impossibili. Tra le tante che gli hanno valso la notorietà internazionale quella di essere stato il primo uomo a sorvolare, con un deltaplano privo di motore, il monte Everest il 24 maggio 2004. A questa impresa D’Arrigo è giunto dopo anni di agonismo nel volo libero e due titoli mondiali con il deltaplano a motore, decidendo poi di allontanarsi dalle competizioni per dedicarsi ai voli record, ma soprattutto all’emulazione del volo dei rapaci nell’ambito di una ricerca sul volo istintivo.
A questo proposito ha dato vita ad un progetto intitolato "Metamorphosis" con l’obiettivo dello studio analitico delle tecniche di volo dei grandi rapaci presenti nei diversi continenti, imparando a convivere con loro, nel loro elemento e con le loro regole gerarchiche: studi che gli hanno permesso di sorvolare, in tutti i continenti, mari, deserti, vulcani e catene montuose, insieme ad aquile e rapaci di ogni specie. L’osservazione, lo studio e l’imitazione del volo istintivo dei grandi veleggiatori hanno costituito un percorso naturale che gli ha permesso di perfezionare la sua tecnica di volo ed il corpus di conoscenze e di esperienze faticosamente acquisite è stato poi messo al servizio della scienza.
Le imprese di D’Arrigo, frutto anche di lunghe preparazioni in collaborazione con il Centro Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare italiana, hanno ricevuto il massimo riconoscimento aeronautico a livello mondiale: la Gold medal della Fédération Aéronautique Internationale, permettendogli di diventare così il terzo italiano a ricevere questa onorificenza conferita per la prima volta nel 1925, ad un altro italiano, Francesco De Pinedo.