"L’incontro non era collegato alla ‘emergenza’ di cui si è parlato recentemente rispetto al bilancio dell’Università di Bologna – precisa il Rettore Pier Ugo Calzolari –E’ stata comunque l’occasione per presentare la situazione finanziaria del nostro Ateneo. Il bilancio consuntivo 2006 – così come il preventivo 2007 - non va definito disastroso, ma piuttosto rappresentativo di una grande difficoltà. Innanzitutto il Ministro ha rilevato il rigore amministrativo della nostra università, che, a fronte di un tetto del 90% spende per il personale poco meno dell ’ 85% del Fondo di finanziamento ordinario, a fronte invece di atenei che superano questa soglia fino ad oltre il 100%.
Ho rappresentato al Ministro il fatto che l’Ateneo di Bologna ha le risorse tecniche, morali e di persone, per far fronte alla difficile situazione. Tuttavia, dopo un 2006 di tagli e un bilancio 2007 che prevede tagli ancora più dolorosi, ho fatto presente che non è immaginabile di procedere al riequilibrio sempre con lo strumento del taglio, in particolare per quanto riguarda i dipartimenti e i servizi informatici. Abbiamo chiesto al Ministro di adoprarsi in particolare per la togliere la tassa sui consumi intermedi. Già questo rappresenterebbe una boccata di ossigeno per l’università. Il Ministro per parte sua ha assicurato di essersi già attivato in questo senso e di non disperare di arrivare a una soluzione positiva.
Il Ministro Mussi si è mostrato molto interessato, poi, all’iniziativa attivata nel nostro ateneo, ossia l’analisi dei flussi finanziari tesa a far emergere le misure strutturali mirate a realizzare nuovi consistenti risparmi nella gestione. Alcune di queste misure potranno trovare applicazione rapida, altre – come ad esempio le alienazioni di beni non strettamente indispensabili alle funzioni della didattica e della ricerca – richiederanno elaborazioni più puntuali dal punto di vista giuridico.
Al Ministro Fabio Mussi – aggiunge il Rettore - ho poi presentato il nuovo sistema di ricerca d’Ateneo, costruito per superare le attuali forti frammentazioni del sistema generale della ricerca: il nuovo sistema, che opera accanto all’attività autonoma e creativa dei ricercatori, consente a Bologna di assumere il ruolo di coordinatore in quarantuno progetti europei, tra cui la piattaforma Suschem per la chimica sostenibile in Italia, che riunisce ben duecento istituzioni nazionali.