Unibo Magazine

Tecnologia, imprenditorilità, stile di vita. Sono le caratteristiche con le quali l'Italia si presenta all'India e in particolare agli studenti universitari indiani. L'obiettivo è quello di attirare studenti e studiosi competenti nel nostro Paese per un periodo di studio e un'esperienza lavorativa che possa valorizzare sia loro che le università e le imprese coinvolte. Il progetto si chiama "Invest your talent in Italy", è promosso dal Ministero degli Affari Esteri, assieme a Unioncamere, ICE, Regione Emilia-Romagna, e da quest'anno si avvale anche della partecipazione dell'Università di Bologna. Lauree specialistiche e master in lingua inglese, affiancate a borse di studio e stage nelle aziende del territorio sono gli ingredienti fondanti del Programma.

"Parlando con imprenditori che hanno avuto esperienze in India - spiega il prof. Roberto Grandi, Pro Rettore alle Relazioni Internazionali dell'Alma Mater - abbiamo visto come uno dei problemi fondamentali sia una fidelizzazione molto bassa, un anno in media. In questo senso l'iniziativa che presentiamo è molto importante perché se sia lo studente indiano che le imprese e le università investono in questa esperienza, il capitale investito finale sarà talmente alto che questa persona avrà un livello di fidelizzazione maggiore e sarà magari convinto nel rimanere in Italia o comunque continuare a collaborare con realtà italiane".

"Attrarre talenti - gli fa eco Mauro Battocchi, responsabile per l’internazionalizzazione delle imprese al dipartimento economico della Farnesina - è la nuova corsa all'oro dell'economia della conoscenza. L'India è un mercato particolarmente difficile per l'Italia, e questo è un esempio di Programma che sta andando molto bene proprio in questo settore difficile".

Giunto alla sua terza edizione, il Programma "Invest your talent in Italy" sarà presentato agli studenti indiani in un tour di sei tappe che partirà il 30 novembre a Nuova Dehli e si concluderà il 10 dicembre a Calcutta. "In India - continua Battocchi - spesso l'unico mezzo con cui la classe media può elevarsi a condizioni di vita migliore è l'istruzione. Così le famiglie fanno grandi sacrifici per l'educazione dei figli e lo studio viene preso con grande serietà e responsabilità".

Sono quattro le lauree specialistiche in lingua inglese con le quali l'Università di Bologna arricchisce il progetto nazionale (che vede tra le sue fila altri undici atenei italiani): Economics, la Laurea Specilistica GIOCA (Graduate degree in Innovation and Organization of Culture and the Arts), Bioinformatics e Horticultural Sciences. A queste si aggiungono poi una serie di iniziative e rapporti intrapresi con importanti realtà indiane. "Abbiamo stipulato convenzioni con istituti indiani molto prestigiosi, soprattutto in ambito tecnologico - spiega il prof. Massimo Ricottilli, responsabile del Progetto per l'Università di Bologna - e stiamo ampliando le nostre relazioni anche ai campi delle scienze sociali e umanistiche".

Attività, tutte queste, che seguono una linea di internazionalizzazione già avviata da tempo dall'Università di Bologna. "Abbiamo internazionalizzato gli studenti, essendo l'Università più attiva nei programma di scambio con l'estero - sottolinea Giovanna Filippini del Dipartimento Amministrativo Relazioni Internazionali -. Stiamo lavorando da tempo per realizzare anche una forte internazionalizzazione dell'offerta formativa".