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Cos’è il virus dell’influenza, come è nata, cos’è una pandemia, ma anche, in concreto, come si manifesta, qual è il periodo di incubazione, in quali casi è opportuno interpellare il medico e come la gravità dell’influenza può cambiare nel corso del tempo.

La professoressa Maria Paola Landini, docente di Microbiologia all’Alma Mater e direttore dell’Unità operativa di tale disciplina al Policlinico S. Orsola-Malpighi ha curato una serie di domande/risposte sulla nuova influenza. Si tratta di un'articolata e facilmente consultabile sintesi del materiale reso disponibile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dal Center for Disease Control di Atlanta, dall’European Center for Disease Control di Stoccolma, dall'Istituto superiore della sanità italiano e dalla Regione Emilia-Romagna

I virus responsabili dell’influenza appartengono alla famiglia delle Orthomixoviridae e si dividono in tre tipi. Quelli di tipo A circolano sia nell’uomo che negli animali. L'attuale è un ricombinante tra ceppi suini, un ceppo aviario e un ceppo umano che, non esistendo prima, può infettare tutta l'umanità producendo una pandemia. A differenza delle influenze stagionali le pandemie sono causate, ogni 20-30 anni, da sottotipi virali del tutto nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Oltre a quella che è in grado di provocare il virus A/H1N1 ci sono state altre pandemie nel secolo scorso. L’influenza spagnola nel 1918-19, l’asiatica nel 1957-58 e quella di Hong Kong del 1968-69. La prima fu particolarmente grave e portò alla morte 50 milioni di persone (il 2,5% della popolazione di allora).

In Italia finora la diffusione è stata abbastanza lenta, mentre gli stati maggiormente colpiti sono in Europa l’Inghilterra, la Spagna e la Germania.

Le modalità di trasmissione da uomo uomo non differiscono da quelle della normale influenza (via aerea) e anche il periodo di incubazione è simile (da 2 a 7 giorni). Per questo è molto importante lavarsi bene e spesso le mani, cercare di rimanere in complesso in uno stato di buona salute (dormire, essere fisicamente attivi, gestire lo stress, bere molti liquidi e mangiare cibi nutrienti), evitare folle e raduni di massa e il contatto con persone malate.

I sintomi sono febbre alta (oltre 38) accompagnata da cefalea, malessere generalizzato, sensazione di febbre e debolezza e da tosse, mal di gola o congestione nasale.

Se si contrae l’influenza occorre stare a riposo per una settimana o per tutto il periodo della febbre e almeno un giorno dopo la sua scomparsa e limitare i contatti con altri. Mangiare leggero, bere molto e ovviamente contattare il medico qualora, dopo alcuni giorni, i sintomi non dovessero attenuarsi.

Nel box a destra le domande riposte elaborate dalla prof. Landini