Erasmo da Rotterdam sarebbe stato fiero di questa città. L'Università di Bologna è infatti l'ateneo italiano che accoglie più studenti stranieri nell'ambito del "progetto Erasmus" dell'Unione europea. Nato nel 1987, e poi confluito nel più ampio "Socrates", il progetto prende il nome dal filosofo rinascimentale olandese (è anche, in qualche modo, l'acronimo del progetto: European Community Action Scheme for the Mobility of University Students) e consente ai giovani europei di studiare per un anno in un altro paese comunitario.
Abbiamo messo a confronto il numero degli studenti stranieri presenti nell'ateneo bolognese con quello delle maggiori Università italiane, e, nonostante Roma, Milano, Firenze, Venezia e Napoli siano città decisamente più note all'estero, le loro prime Università non reggono il confronto con il capoluogo emiliano-romagnolo. I dati sono eloquenti: nel 2002-2003, l'ultimo anno per il quale l'Ufficio Erasmus del Ministero dell'Istruzione dispone di cifre ufficiali per tutte gli atenei, sono stati 944 gli studenti stranieri che hanno partecipato al progetto a Bologna, contro i 751 di Firenze, i 674 de La Sapienza di Roma e i 251 della Federico II di Napoli. La Statale di Milano e la Ca' Foscari di Venezia, in confronto all'Alma Mater, fanno una magra figura: appena 236 e 166 Erasmus. In totale sono 10.970 gli Erasmus in Italia: dunque uno su dieci studia a Bologna.
Questo, comunque, non è l'unico dato capace di raccontare il primato bolognese. Anzitutto il numero degli studenti stranieri è aumentato costantemente, dai 725 del 1999 ai 768 dell'anno successivo, dagli 878 del 2001 ai già citati 944 del 2002/2003. Un'escalation continua, tanto che l'anno seguente gli studenti aumentano di ben 200 unità e diventano 1155: un record assoluto. Il "distacco" dagli altri atenei è costante, perché la prima concorrente, Firenze, ha mantenuto tra il 1999 e il 2003 un divario regolare (533 studenti contro i 725 di Bologna nel 1999/2000, 751 contro 944 nel 2002/2003), e lo stesso vale per La Sapienza, un monstrum che, in questo campo, nel confronto con l'Alma Mater sembra più un lillipuziano: nei quattro anni presi in considerazione aumenta di poco, dai 527 studenti del 1999 ai 674 del 2002, sicuramente anche a causa della concorrenza del giovane ateneo di Roma Tre, abile nell'intercettare i fondi dell'Ue.
Ma non basta, perché anche in "uscita" l'ateneo delle Due Torri dimostra numeri impressionanti. Su un totale di 15.216 studenti italiani coinvolti nel progetto nel 2002/2003, ben 1.144 (l'Università di Bologna parla di 1.157) appartengono all'ateneo bolognese. Dunque su dieci giovani italiani "emigranti" uno parla bolognese. Solo 744 reclute de La Sapienza passano le Alpi, contro i 605 "fiorentini", i 446 della Federico II, i 393 della Statale di Milano e i 324 della Ca' Foscari. Anche in questo caso il trend è nettamente in aumento, dai 987 del 2000/2001 ai 1.263 del 2003/2004. Le destinazioni più gettonate, nel 2003, sono state la Spagna (369), la Francia (240), la Gran Bretagna (156) e la Germania (139). Seguono, quinto, il Belgio (71), e poi Olanda (48), Portogallo (35), Danimarca e Irlanda (29 ciascuno). Ben sei, sulle orme di Bjork, hanno scelto la piccola Islanda, mentre 5 si sono auto-delocalizzati in Romania e altrettanti in Ungheria. Il fascino delle bellezze nordiche avrà probabilmente spinto tre bolognesi in Estonia, mentre uno solo ha scelto la Repubblica Slovacca, uno Malta e uno, infine, ha preferito Cipro.
Tornando agli studenti in "entrata", si può aggiungere che le facoltà maggiormente coinvolte sono quelle di Lettere (214 studenti), Giurisprudenza (172) e Lingue straniere (145), mentre fanalini di coda sono Chimica industriale (7) e Matematica e Fisica (6). Infine, le nazionalità prevalenti sono quella spagnola e quella tedesca: nel 2003/2004 sono arrivati 325 studenti Erasmus dalla Spagna e 194 dalla Germania (erano rispettivamente 131 e 119 nel 1999). Terzi i britannici (94), la cui pattuglia è di poco superiore a quella dei belgi (80). Seguono Austria (55), Portogallo (47), Olanda (39) e Grecia (28). In chiaro aumento, dal 1999 in poi, i ragazzi provenienti dall'est: i cechi sono passati da uno a 16, i polacchi da 0 a 11, gli slovacchi da 0 a 10. Praticamente tutti i paesi europei hanno oggi almeno un rappresentante a Bologna: ci sono anche 4 estoni, 3 lettoni e 2 maltesi.
Ah, sotto le Due Torri studiano anche 12 norvegesi, 11 romeni, 7 turchi e 3 bulgari. Anche se i loro paesi non sono ancora entrati nell'Ue, per questi ragazzi, grazie al progetto Erasmus, l'Europa è già realtà.