Si è svolto ieri, nella Sala Garzanti dell’Hotel della Città di Forlì, il convegno "Students speak. Internationalization of the University System and the Future of Forlì", organizzato dalla Fondazione Garzanti, in stretta collaborazione con l’Università di Bologna e l’Istituto per l’Europa Centro-Orientale e Balcanica. C'erano gli studenti della Facoltà di Scienze Politiche "R. Ruffilli" e della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, e c'era - a moderare il dibattito - Ronald Schenkel, giornalista della testata svizzera Neuer Züricher Zeitung.
Partendo dall’esperienza diretta degli studenti in sala, si è cercato di capire come è percepita un’esperienza di studio all’estero: solo un’esperienza da vivere e magari da inserire sul curriculum, oppure ha una sfida che restituisce una sua utilità specifica? E' un modo di combinare le due cose, dicono gli studenti. Il viaggio all'estero arricchisce sia sotto il profilo personale, sia sotto quello professionale, grazie al contesto multiculturale che rende gli studenti sempre più competitivi su scala globale.
Si è poi discusso se e in che misura il tessuto industriale locale possa assorbire le competenze di un corpo studentesco sempre più internazionale e come questo possa contribuire a creare input per la dimensione industriale e commerciale della provincia. Il processo di internazionalizzazione a Forlì è in continua elaborazione: molto è stato fatto, ma molto altro resta ancora da fare. Tre sono le dimensioni delle attività internazionali dell’Università: la mobilità studentesca dopo il diploma, che porta gli studenti all’estero per continuare la propria formazione iscrivendosi a programmi di livello successivo; la mobilità precedente al diploma, grazie agli scambi Erasmus o Overseas; l’iscrizione a corsi offerti da atenei di altri paesi, che possono essere nazionali, oppure internazionali (con la prospettiva di diplomi doppi o congiunti).
A conclusione dell’incontro, Carla Salvaterra, delegata del Rettore per le Relazioni Internazionali, ha ringraziato gli studenti per aver preso la parola e aver fornito il loro punto di vista. "In una università in cui a volte gli studenti si vedono solo come numeri - ha commentato - avere la possibilità di confrontarsi con loro, di ascoltarli e di capire quali sono le problematiche è stato molto utile. Abbiamo riflettuto insieme su tanti aspetti legati all’internazionalizzazione e sicuramente terremo in considerazione quanto emerso in questo incontro".