Telecomunicazioni satellitari: l’Università di Bologna guida il gruppo europeo
È il docente dell’Università di Bologna Giovanni Corazza la persona scelta per guidare la neonata piattaforma tecnologica europea sulle telecomunicazioni satellitari. La piattaforma si chiama Isi - Integral Satcom Initiative - e coordinerà le iniziative europee di ricerca e sviluppo nel periodo 2007-2013.
Il 1 febbraio 2006 circa 150 rappresentanti delle principali organizzazioni e aziende che operano nel campo dei satelliti si sono incontrati a Bruxelles, sotto gli auspici della Commissione Europea e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), per l’inaugurazione ufficiale di ISI, la Integral Satcom Initialive. ISI è una nuova piattaforma tecnologica, che fa parte del settimo programma quadro (FP7) e che guiderà le iniziative europee di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni satellitari nel periodo 2007-2013.
L’incontro è stato aperto sottolineando l'impatto economico e l'importanza sociale delle telecomunicazioni via satellite, che possono essere impiegate per la televisione ad alta definizione (High Definition TV, HDTV), per l’integrazione della copertura delle reti cellulari e wireless terrestri, per fornire accesso a banda larga per colmare il digital divide, per i sistemi di navigazione e di osservazione della terra, quali ad esempio GMES, per i sistemi di gestione del traffico aereo e per la sicurezza.
"ISI darà impulso all'intero settore delle comunicazioni satellitari e contribuirà a numerose politiche europee per promuovere competitività, sviluppo e occupazione industriali, in modo sostenibile e in accordo con le priorità nazionali" ha affermato il presidente di ISI, il prof. Giovanni Corazza dell'Università di Bologna. "La risposta a ISI è stata molto forte e ha permesso di organizzare la piattaforma in modo veloce ed efficiente " ha aggiunto il presidente.
Il Commissario europeo per la Società dell’Informazione e Media, Viviane Reding, ha trasmesso un messaggio di forte sostegno alla piattaforma, dichiarando di "accogliere favorevolmente l’iniziativa e in particolare l'impegno delle industrie per riunire i loro investimenti in innovazione e ricerca in un campo che è strategico per l’Europa". Il valore dell’iniziativa e del settore per l’Europa è stata ribadito anche da Joao Da Silva, capo della divisione della Commissione europea che si occupa di tecnologie della comunicazione e della rete. Da Silva ha ricordato la tabella di marcia che condurrà al lancio di FP7 e l'importanza per ISI di promuovere l'integrazione delle comunicazioni satellitari nell'infrastruttura globale delle telecomunicazioni.
Luc Tytgat, capo dell'unità per lo spazio del Direttorato Impresa e Industria della Commissione europea, ha sottolineato come ISI può essere utile nella definizione ed esecuzione della politica europea per lo spazio, contribuendo a un processo cominciato alcuni anni fa con il Libro Verde per lo Spazio. Anche Giuseppe Viriglio, direttore ESA per i programmi europei e industriali, ha accolto favorevolmente ISI come occasione per stimolare sinergie fra i programmi dell’ESA e della Commissione europea e per la definizione di standard a livello mondiale emergenti da iniziative europee. Viriglio ha poi descritto le attività previste dall'Agenzia Spaziale Europea in termini di sistemi, tecnologia, missioni e applicazioni.
L’appoggio dell’ESA all’iniziativa è stato formalizzato dal capo di gabinetto ESA a Bruxelles, Michel Praet, che ha affermato: "Stante che il Parlamento Europeo e la Commissione forniranno un notevole supporto alla piattaforma ISI, anche l'Ente Spaziale Europeo sarà pronta a farlo".
Numerosi sono stati anche gli operatori e fornitori di servizi del settore che hanno espresso vivo interesse: Enrico Saggese, presidente del consiglio direttivo dell’Associazione europea operatori satellitari (ESOA), Giuliano Berretta, amministratore delegato EUTELSAT, Romain Bausch, amministratore delegato di SES Global. La visione strategica di ISI da parte delle principali aziende europee spaziali, Alcatel Alenia Sapce e EADS Astrium, è stata presentata rispettivamente da Joel Chenet, senior Vice-President per la strategia e lo sviluppo, e da Christian Pietrowski, senior Vice-President per i satelliti di telecomunicazioni.
Dopo il successo del lancio, la piattaforma ISI lavorerà come un forum integrato per diversi settori: telefonia mobile da satellite, banda larga, radiodiffusione, sistemi di sicurezza, integrazione delle comunicazioni dati con i sistemi di navigazione, di osservazione della terra e di gestione del traffico aereo. A questo scopo si sfrutterà la massa critica rappresentata dai numerosi membri della piattaforma tecnologica. ISI riunisce infatti tutti gli attori principali del settore: dagli industriali agli operatori, dai fornitori di servizi ai centri di ricerca. ISI comprende oltre 100 partecipanti che appartengono a 18 paesi: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Israele, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Slovenia, Sud-Corea, Spagna, Svizzera, Russia, Regno Unito e USA. La lista completa dei partecipanti può essere reperita all’indirizzo www.isi-initiative.eu.org.
La presenza bolognese a capo della piattaforma si inserisce anche nell’ambito delle attività intraprese dall’ateneo per consolidare i rapporti di collaborazione con le Piattaforme Tecnologiche che si sono costituite attorno a tematiche di interesse strategico per il futuro della ricerca europea. Allo scopo, l’università bolognese ha creato un ambiente di lavoro e di informazione sperimentale, Alma Reaserch Link, pensato per promuovere la partecipazione dei gruppi di ricerca dell'Ateneo ai programmi di finanziamento europei.