Unibo Magazine

C’è davvero di tutto il mondo un po’ nella summer school di italiano promossa dall’Università di Bologna dal 3 al 21 luglio di quest’anno. Martedì, all’inaugurazione, l’Aula Prodi di Piazza San Giovanni in Monte era un melting-pot di australiani, tedeschi, inglesi, americani, cinesi, serbi, irlandesi, ungheresi, indiani, brasiliani, olandesi, belgi, greci, bulgari, ucraini, marocchini, svizzeri e francesi. Tutti e cinque i continenti, insomma, rappresentati da 62 studenti interessati ad approfondire la conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura nelle aule dell’Università più antica del mondo occidentale.

Molte le storie che si intrecciano tra i componenti della classe. C’è per esempio il giovanissimo Arthur Gau. Ha solo 18 anni, vive a Parigi e dopo cinque estati trascorsi ad Oxford per perfezionare l’inglese ha scelto di puntare verso sud e ampliare il suo bagaglio di lingue latine. Data la sua minore età, per partecipare alla summer school ha avuto bisogno del nulla osta dei genitori, ma da studente esperto ha dichiarato in un italiano fluente che "presto sceglierà a quale facoltà scientifica iscriversi".

L’università è invece un ricordo di trent’anni fa per la signora Sylvia Down, proveniente assieme ad altri 20 studenti dall’Australia. "Sono ritornata sui banchi dopo trent’anni – dice – per un interesse esclusivamente culturale. Amo le lingue e ho iniziato a studiare l’italiano perché le mie radici sono qui e perché spero di passare più tempo nel vostro paese appena mio marito arriverà alla pensione".

Molti dei partecipanti hanno già avuto modo di vistare le città d’arte del nord e alcune delle spiagge più belle del sud. Molti inoltre hanno già fatto incursioni anche nella letteratura italiana. Per la maggiore vanno i classici, da Dante a Boccaccio fino a Calvino e Pavese, ma tra i nomi più ricorrenti c’è anche quello di Umberto Eco. "In America – spiega Rebecca Rahe, lettrice di tedesco in Colorado – molti conoscono Il Nome della Rosa grazie al film. Io ho voluto leggere anche il romanzo, mi sono appassionata all’autore e ho letto anche Baudolino e Il pendolo di Focault".

Tempo per leggere, probabilmente, non ce ne sarà molto nelle prossime tre settimane. A fianco delle lezioni gli organizzatori hanno infatti progettato per i partecipanti un nutrito programma di iniziative alla scoperta di Bologna. Oltre alla visita alla Bologna classica e al Museo della musica sono stati ideati itinerari enogastronomici, storico-letterari e culinari. Accolta con particolare favore della sala la notizia che le "sfogline" in prima persona impugneranno il matterello per mostrare come si prepara la vera pasta fatta in casa bolognese.