Dall’anno accademico 2008-2009 l’offerta di lauree specialistiche in lingua inglese raddoppia. Passa cioè da quattro a otto. Sono otto pure i master di un anno tenuti in lingua inglese. Si tratta della più ampia offerta di corsi in lingua inglese presente tra tutte le università italiane.
"Una sfida – per il pro Rettore Roberto Grandi, appena tornato da Hong Kong, dove si è recato per promuovere l’Ateneo e l’Associazione Collegio di Cina - che può essere vinta solo aumentando l’internazionalizzazione dell’Alma Mater, a cui sono già iscritti 4500 studenti stranieri".
Proprio nell’ottica di aumentare l’internazionalizzazione, obiettivo strategico di Ateneo, sono nate le iniziative di promozione dell’Alma Mater ad Hong Kong. Per due giorni 3000 studenti della ex colonia britannica hanno affollato la Fiera sulle università europee, promossa dall’Unione Europea. L’Alma Mater, presente come unico ateneo della penisola, ha attirato l’attenzione dei visitatori per l’insieme dei propri corsi offerti in lingua italiana, per le lauree specialistiche e i master in lingua inglese e per le sue 50 summer school, tra le quali quella sulla lingua e la cultura italiana.
Per attirare a Bologna i migliori studenti il Pro Rettore Grandi ha poi preso contatti con The University of Hong Kong (al 18esimo posto nella classifica del Times Higher Education Suppplement), The Chinese University of Hong Kong (al 38esimo) e la Hong Kong Baptist University. "L’interesse di questi atenei dovrebbe sfociare, di qui a breve, nella firma di accordi che prevedono lo scambio di studenti e docenti in vari settori, per primo gli studi europei e le discipline sia umanistiche sia scientifiche" – ha commentato il Pro Rettore.
La lingua italiana è insegnata in questi atenei solo come lingua facoltativa. A differenza del francese e del tedesco, ad esempio, che hanno un ruolo molto più importante. Questo è dovuto al diverso investimento che gli altri paesi fanno per promuovere la propria cultura e i propri sistemi universitari. Sia la Francia sia la Germania, ad esempio, hanno a Hong Kong, e in varie città cinesi, uffici permanenti del Ministero dell’Università per orientare gli studenti cinesi e coordinare gli sforzi delle singole università. "Il nostro Ministero è assente - ha proseguito il pro Rettore - e anche in questa Fiera, di fronte alle presenze massicce e ben finanziate dei sistemi universitari tedesco e francese (oltreché finlandese, olandese e austriaco), il nostro paese era presente solo grazie allo sforzo dell’Associazione Collegio di Cina e dell’Università di Bologna".
Nonostante i diversi investimenti però un momento di rivalsa c’è stato. "E’ stato quando – ha spiegato il pro Rettore - al seminario sui Corsi Erasmus Mundus (con una dotazione di 30mila euro di borse annuali per singolo studente non europeo) abbiamo presentato i sette Corsi presenti all’Alma Mater (di cui 2 come coordinatori), mentre solo quattro delle altre università avevano ottenuto non più di un corso a testa". Questo dato di fatto ha mostrato sia agli studenti sia ai rappresentati delle altre università di Hong Kong che, nonostante i mezzi maggiori degli altri, il nostro ateneo ha la più interessante offerta a livello di corsi finanziati dall’Unione Europea.
"Ma se il Paese non investirà realmente sul sistema universitario – ha commentato il Pro Rettore - non so fino a quando singoli atenei come il nostro saranno ancora in grado di confrontarsi con i più importanti del mondo".
Nel corso del suo viaggio il pro Rettore ha incontrato anche il prof. S.T. Edmund Kwok, Vice Presidente dell’Università UIC – United International College di Hong Kong, unico ateneo della Repubblica Popolare Cinese che propone solo corsi in lingua inglese. L’università rappresenta inoltre un esperimento molto interessante, essendo nata dalla joint tra la Normal University di Pechino e la Baptist University di Hong Kong. "La UIC è molto interessata a scambi di studenti, soprattutto nell’ambito delle discipline economiche - ha concluso il Pro Rettore - Le aree tematiche nelle quali questo ateneo si distingue, sono quelle del Business Management e della tecnologia e della scienza (e in modo particolare l’ambito statistico)".