Ravenna, non è certo un segreto, custodisce alcuni dei più notevoli ed importanti esempi di mosaici esistenti al mondo. Lascito di un età in cui la città rappresentava la porta verso l'oriente bizantino e si ergeva allo stesso tempo a capitale dell'Impero Romano d'Occidente, edifici come il Mausoleo di Galla Placidia o la Chiesa di San Vitale nascondono al loro interno migliaia di piccole tessere colorate che vanno a comporre una serie di immagini straordinarie, celebrate da ogni volume di storia dell'arte.
Sfruttando le possibilità di studio, di catalogazione e di diffusione fornite dall'avvento delle nuove tecnologie, il Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico (CIDM), con l'attiva collaborazione dell'Università di Bologna, ha promosso la creazione di una Banca Dati per il Mosaico che possa raccogliere un grande numero di informazioni riguardo alle opere artistiche analizzate.
Un'operazione di questa natura rappresenta senza dubbio un grande passo in avanti verso la diffusione della conoscenza. "Caratteristica intrinseca delle banche di dati elettroniche - chiarisce infatti Linda Kniffitz, Curatrice del CIDM - è la cosiddetta deterritorializzazione: cioè l’assunzione nel proprio ambito di una conoscenza che non comprende solo il proprio luogo, ma sconfina verso territori sconosciuti, generando un ingigantimento dell’esperienza".
L'Università di Bologna ha partecipato attivamente e in maniera sostanziale alla creazione della banca dati. Il prof. Giuseppe Sassatelli, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e il prof. Antonio Panaino, Preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali hanno dapprima sottoscritto una convenzione tra le due facoltà e il CIDM che sancisce l'attività di collaborazione nella realizzazione del progetto. Quindi, diversi professori di entrambe le facoltà, assieme a ragazze e ragazzi neolaureati, cui sono state assegnate borse di studio semestrali e annuali, hanno potuto iniziare l'attività di ricerca.
"Finalità del progetto - chiarisce la prof.ssa Clementina Rizzardi, coordinatrice dell'iniziativa per la Facoltà di Lettere e Filosofia - è quella di schedare tutti i mosaici parietali e pavimentali di Ravenna ed al di fuori di Ravenna, senza limiti cronologici e geografici, inserendoli in una Banca Dati, che sarà continuamente aggiornata". Un'opera, quindi, senza dubbio ambiziosa, realizzata attraverso un rigoroso e ben ragionato sistema di classificazione. "Considerando dapprima - continua la prof.ss Rizzardi - i mosaici dei monumenti di Ravenna inseriti nel patrimonio UNESCO, si sono create schede generali di archiviazione e schede più specifiche comprendenti i seguenti dati: descrizione, note storico-artistiche, datazione, materiale e tecniche usate, stato di conservazione, restauri, bibliografia e immagini".
Il risultato finale, in progress, ma già consultabile on-line nell'apposita sezione del sito del CIDM, rappresenta insomma uno strumento attivo e concreto per diffondere al pubblico queste opere straordinarie. "La catalogazione digitale - conclude la prof.ssa Rizzardi - facilita enormemente la diffusione della conoscenza dei mosaici, adeguando tale grande patrimonio artistico alle esigenze dei tempi e permettendo ad un numero enorme di utenti di aver "visione" e informazioni immediate".